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Cultura

Antonio Fusconi, cresce la richiesta di una targa: Gàbici, Mingozzi e Grandi uniti sulla proposta

A cinquant’anni dalla morte dello storico custode della Tomba di Dante, Gàbici rilancia l’idea del riconoscimento, Mingozzi la definisce «un dovere morale» e Grandi annuncia una mozione in Consiglio comunale

17 agosto 2026 -

A cinquant’anni dalla morte di Antonio Fusconi, storico custode della Tomba di Dante, torna a prendere forza la proposta di ricordarlo con una targa nella zona dantesca. Dopo l’intervento di Franco Gàbici, pubblicato nei giorni scorsi sull’edizione ravennate del Resto del Carlino, e la successiva presa di posizione dell’esponente repubblicano Giannantonio Mingozzi, oggi anche Fratelli d’Italia, con il capogruppo in Consiglio comunale Nicola Grandi, si schiera a favore dell’iniziativa e annuncia la presentazione di una mozione.

A rilanciare il tema era stato Franco Gàbici in occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa di Fusconi, morto il 6 agosto 1976. Nel suo intervento Gàbici ha ricostruito la figura di quella che è rimasta nella memoria cittadina come la “sentinella di Dante”: per 46 anni Fusconi prestò ininterrottamente servizio alla Tomba del Poeta, con appena quindici giorni di ferie.

Fu anche uno dei pochissimi ad avere baciato il cranio di Dante durante la ricognizione delle ossa compiuta dal 28 al 31 ottobre 1921. In quei giorni ottenne il permesso di vegliare da solo le spoglie del Poeta, sistemate in una stanza al primo piano del Museo dantesco. Rifiutò la brandina che gli era stata offerta e trascorse la notte seduto su una sedia, con una coperta.

Gàbici ha ricordato anche i riconoscimenti ricevuti da Fusconi. Nel 1957 la Camera di commercio gli conferì una medaglia d’oro, mentre dopo il pensionamento il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat gli fece pervenire un orologio d’oro e il titolo di Cavaliere della Repubblica. Fu amico di Santi Muratori, don Giovanni Mesini e Manara Valgimigli e venne ricordato anche da Aldo Spallicci.

Nell’intervento sul Carlino, Gàbici ha inoltre richiamato la proposta avanzata anni fa da Giannantonio Mingozzi e Chiara Francesconi di dedicare a Fusconi una targa e la successiva iniziativa della professoressa Barbara Triossi del liceo Nervi, con un progetto realizzato dalla classe III F del Nervi-Severini. Da qui l’auspicio che il cinquantesimo anniversario della morte possa rappresentare l’occasione per concretizzare finalmente il riconoscimento.

A raccogliere l’appello è stato nei giorni scorsi Giannantonio Mingozzi. «A cinquant'anni dalla morte il dovere di ricordare dignitosamente Antonio Fusconi, indimenticabile custode della Tomba di Dante, è un impegno morale che merita rispetto e va mantenuto», ha affermato l’esponente repubblicano.

Mingozzi ha ricordato che già dieci anni fa, in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa, insieme a Chiara Francesconi aveva proposto «di dedicargli una lapide da collocare all'interno del Quadrarco di Braccioforte, zona dantesca, perché non venisse dimenticata la sua passione nel vegliare con umiltà la Tomba del Sommo Poeta». Una figura che, come ricordò il professor Michele Vincieri nell’orazione funebre, meritava «un tributo ad Antonio Fusconi per aver speso la propria vita in onore di Dante, sentinella della sua tomba».

Mingozzi ha richiamato anche i ricordi dedicati a Fusconi da Aldo Spallicci e Sergio Zavoli e le commemorazioni degli amici del Capanno Garibaldi e del Circolo Mazzini alla Casa del Popolo, realtà alle quali era iscritto.

«Una vita patriottica – ha concluso Mingozzi –: ferito sul Grappa nella Grande Guerra, Fusconi divenne invalido e come dipendente comunale dal 1920 per oltre 50 anni fu custode dei resti di Dante Alighieri; sia la Casa Matha che la Dante Alighieri presieduta da Franco Gabici, hanno sempre ribadito la disponibilità a collaborare per un adeguato ricordo, e sono convinto che Sindaco, Vice e Assessore alla Cultura oggi vorranno rispettare la memoria di un protagonista civico così straordinario nella storia di Ravenna».

Ora sulla stessa richiesta interviene Fratelli d’Italia. Il capogruppo in Consiglio comunale Nicola Grandi annuncia la presentazione di una mozione per chiedere al Comune di Ravenna di arrivare a un riconoscimento ufficiale per Fusconi.

«Ci sono battaglie che non hanno colore politico. E ci sono questioni sulle quali, quando riteniamo che sia giusto intervenire, non ci interessa chi sia arrivato prima a pronunciare le parole giuste», afferma Grandi, sottolineando come la proposta sia stata avanzata più volte negli anni senza arrivare a una realizzazione concreta.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia riconosce quindi esplicitamente che l’iniziativa non nasce dal suo partito. «La questione non nasce oggi e non può diventare oggi una gara a chi mette per primo il proprio nome su una proposta che Ravenna avrebbe già dovuto avere il coraggio di realizzare. Non pensiamo che una buona idea diventi improvvisamente cattiva se arriva dalla parte politica avversaria».

Per Grandi, Fusconi merita il riconoscimento «perché per oltre cinquant’anni è stato la sentinella della Tomba di Dante, una presenza profondamente legata alla storia e alla memoria della nostra città» e perché la proposta di una targa era già stata avanzata in passato.

Fratelli d’Italia intende ora portare formalmente la questione in Consiglio comunale. «Non ci interessa la primogenitura politica. Ci interessa arrivare al risultato. Se la proposta è giusta, la sosteniamo. Se è rimasta ferma per anni, la riprendiamo. Se l’Amministrazione non ha dato seguito alle richieste precedenti, le riproponiamo con ancora maggiore forza».

La mozione chiederà quindi che venga realizzata la targa, individuando il luogo più adatto, «a partire dal Quadrarco di Braccioforte», e che sia definito un percorso amministrativo con tempi precisi, coinvolgendo le realtà culturali cittadine, le associazioni e i familiari.

«La memoria di Antonio Fusconi non appartiene né alla destra né alla sinistra: appartiene a Ravenna», conclude Grandi. «Non servono altre dichiarazioni di principio. Serve una data. Serve un atto. Serve finalmente una targa».




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CNA