“Noi, un po’ 'rincoglioniti', ma impegnati a salvare il mosaico” | la CRONACA di RAVENNA

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Cultura

“Noi, un po’ 'rincoglioniti', ma impegnati a salvare il mosaico”

La lettera di Mariella Busi De Logu dell’associazione Dis-ORDINE e la richiesta di sostenere lo studio dell’arte delle tessere per salvare un patrimonio

23 maggio 2020 - “Caro Sindaco, dove nasce una scuola, nasce cultura, quindi benvenuto un liceo a Cervia, ma prima guardi la città che sta governando e riporti immediatamente lo studio del mosaico nel ‘suo’ liceo artistico e si metta all'ascolto di personalità che conoscono e amano profondamente le ragioni di Ravenna, capitale del mosaico”. Questa è la frase con cui termina una articolata lettera di Mariella Busi De Logu (ex-insegnante del Liceo Artistico P.L.Nervi, artista, scrittrice ufficiale del Wall Street International Magazine, socia tra i fondatori dell’Associazione Dis-ORDINE).

“Lei era presente – continua De Logu - la sera che gli studenti del liceo classico hanno offerto a lei e alle altre persone presenti, tessere da inserire nel loro mosaico. È stato il loro richiamo per riportare nelle nostre menti e nelle nostre mani il grande tesoro di questa nostra città”.
L’artista si riferisce all'esperienza degli studenti di una classe quinta del liceo Classico "Dante Alighieri" che dopo aver fatto, con l'insegnante di Storia dell'arte, un percorso sul mosaico ravennate, hanno richiesto e ottenuto di toccar con mano, di rendere fertile, la parte teorica della materia realizzando, sotto la guida di alcune mosaiciste del Dis-ORDINE, un mosaico. Progetto che si è bloccato a causa dell'avvento del Covid 19.

De Logu riporta con amarezza l’andamento di un incontro tenutosi lo scorso 6 marzo nella sede comunale, richiesto da tempo dall'associazione del Dis-ORDINE, presenti gli assessori alla Cultura Elsa Signorino e all’Istruzione Ouidad Bakkali, il direttore del MAR Maurizio Tarantino, rappresentanti della Fondazione RavennAntica, della Facoltà dei Beni Culturali e del Conservatorio Verdi. E, infine, come rappresentanti dell'associazione, il presidente Marcello Landi, Saturno Carnoli, Edoardo Missiroli, Sofia Laghi e Giuliano Babini.

“Più che di un incontro – racconta De Logu - si è trattato di uno scontro con più sfaccettature nelle quali ho avvertito in ognuno dei partecipanti, un senso esasperato di difesa del proprio settore.
L'associazione del Dis-ORDINE, invece, nel tentativo di riportare Ravenna alla sua naturale e millenaria vocazione, che non c'è niente da fare - quindi c'è molto da fare - è quella del mosaico, ritiene indispensabile la collaborazione di tutti.

Nella riunione avrei desiderato dire che da molto tempo penso a una città che cresce e si sviluppa come espressione di una coscienza collettiva, consapevole di un bene culturale e artistico molto articolato e assai complesso, dato che rappresenta la qualità dei luoghi che quotidianamente viviamo. Ma così non è stato. Così non è, anzi Ravenna, distratta da altro, è ormai ignara di avere un patrimonio dell'umanità che va rivivificato e riportato nelle mani e nella mente delle giovani generazioni.

E quale deve essere la fucina che crea una coscienza ben radicata nel tempo e nel territorio se non la scuola? È di lì che bisogna partire. Se si tolgono laboratori e insegnanti di mosaico specializzati - vocati a questa disciplina - si toglie il respiro del tempo contemporaneo alla nostra eredità che a questo punto non meritiamo.
Infatti, ho visto e continuo a vedere un meccanismo perverso che da un lato continua a ripulire, restaurare, celebrare i monumenti e dall'altro infierisce su di essi, cancellandone la reale conoscenza perché ne viene annullato o peggio, avvilito e umiliato, lo studio nella sua sede naturale, il liceo artistico.
Questo, con parole più semplici e anzi più chiare, ha chiesto, ancora una volta, Marcello Landi, scatenando reazioni, per me incomprensibili. Tale richiesta è stata poi ampliata dall'intervento di Saturno Carnoli che richiedeva di aprire corsi che nel passato avevano richiamato studenti da tutto il mondo.

Altra richiesta che ha fatto e fa infuriare le istituzioni cittadine, è quella di riportare l'Accademia in centro. Insegnanti e soprattutto studenti, in via delle Industrie vivono la loro esperienza, fuori da qualsiasi contesto cittadino. Nelle diverse esperienze culturali non se ne vede uno neanche per sbaglio. Ma è possibile un isolamento e una "distanza sociale" tanto tempo prima della pandemia in atto? Si vuole cercare un palazzo che accoglierà l'Accademia di Belle Arti e il Conservatorio musicale. Cosa meravigliosa, finalmente a Ravenna una collaborazione culturale in un luogo prestigioso, al centro della città. Ma anche qui solo finzione. Gli spazi di complessivi 1400 metri quadri, una capienza che non potrà contenere le due istituzioni se non come vetrina. Non esperienza quotidiana, non presenza nel cuore della città. No, saranno collaborazioni saltuarie.

A questo punto, ho fatto notare l'assenza di progettualità nel primo oggetto della loro collaborazione: un opuscolo di qualità inesistente. Poi la separazione si è fatta più netta. Ancora una volta ho assistito all'elenco delle cose eccellenti che ognuno, nel proprio settore, realizza.
Non solo. Le nostre richieste, ancora una volta, sono state avvertite come progetti di nostalgici un po' rincoglioniti che non riescono a comprendere questo tempo che corre veloce. La richiesta, di noi nostalgici un po' rincoglioniti corrisponde però all'esperienza degli studenti della classe quinta del liceo Classico "Dante Alighieri".
Nella nostra associazione ci sono giovani mosaiciste che guidate da Elena Pagani e da Edoardo Missiroli, nelle scuole primarie, compiono miracoli. Una città consapevole della propria bellezza, ereditata dai nostri antenati, dovrebbe essere solo grata di tanto lavoro. Un lavoro di chi vuol difendere e salvare il patrimonio culturale della città dall’ignoranza e non solo.

L’Assessora all’Istruzione non ha risposto a nessuna delle nostre domande e se ne è andata prima della fine del colloquio.

Anche io me ne sono andata prima della fine, dispiaciuta e offesa. Dispiaciuta e offesa soprattutto per la passione, sempre incompresa dai nostri amministratori, che Marcello Landi e il carissimo amico Saturno Carnoli, hanno dedicato alla nostra città per riportarla a capitale del mosaico. Se si continua a non comprendere che è indispensabile, per mettere in luce qualsiasi altra attività culturale e artistica, riportare in primo piano la disciplina scolastica del mosaico e gli altri progetti enunciati da Nino Carnoli, Ravenna rimarrà sempre una piccola città di provincia, s/conosciuta. Queste le ragioni di incomprensioni che ormai si perdono nel tempo”.

(nella foto, il sindaco De Pascale, la dirigente scolastica del Liceo Classico Giuseppina Di Massa al Laboratorio estemporaneo di Mosaico coordinato da Chiara Sansoni a cura degli ex-allievi dell’Associazione Dis-ORDINE - Notte del Liceo Classico Statale "Dante Alighieri” anno scolastico 2019/2020 Classe V A con la prof.ssa Valentina De Logu)






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