Odessa e Mariupol, un gemellaggio per rafforzare le relazioni con le due città portuali ucraine | la CRONACA di RAVENNA

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Politica

Odessa e Mariupol, un gemellaggio per rafforzare le relazioni con le due città portuali ucraine

Lo propone Alvaro Ancisi, vicepresidente del Consiglio comunale, in una deliberazione di cui è relatore e primo firmatario, che andrà in consiglio comunale martedì 21 giugno

15 giugno 2022 - Un gemellaggio con una delle città portuali ucraine, Odessa e Mariupol, nel segno delle antiche e consolidate relazioni commerciali, ma anche umane e culturali, che Ravenna ha con esse dagli anni 70, ancora da quando esisteva l'Unione Sovietica.È la proposta contenuta in una deliberazione che sarà presentata e votata in consiglio comunale martedì 21 maggio, il cui relatore e primo firmatario è Alvaro Ancisi, vicepresidente del Consiglio comunale.
«Qualcosa di più di un atto formale - ha detto il sindaco Michele de Pascale -, che ci pone nell'ottica della ricostruzione, un messaggio chiaro sull'impegno pieno, totale e assoluto di Ravenna e del porto nella riattivazione di quelle città portuali, nell'auspicio che siano libere e democratiche dopo la fine del conflitto».

La proposta di deliberazione è stata sottoscritta dai capigruppo consiliari Massimo Cameliani (Partito democratico), Alberto Ferrero (Fratelli d’Italia), Daniele Perini (Lista de Pascale sindaco), Francesca Impellizzeri (Ravenna coraggiosa), Nicola Grandi (Viva Ravenna), Chiara Francesconi (Partito repubblicano), Veronica Verlicchi (La Pigna-città, forese e lidi), Giancarlo Schiano (Movimento cinque stelle), Alberto Ancarani (Forza Italia Berlusconi per Ancarani-PrimaveRA Ravenna).

“Ritengo molto importante l’impegno che assumiamo con questo documento – aggiunge de Pascale – perché lo scalo portuale di Ravenna è da tempo unito da stretti rapporti commerciali con quelli di Odessa e Mariupol. Questo collegamento è per noi molto più che una rotta da percorrere e un imbarco/sbarco di merci. È un filo ideale che si snoda attraverso il Mar Nero e il Mar Mediterraneo che mantiene un legame tra la nostra e le loro città portuali e tra le rispettive aziende che vi operano nel nome della reciproca stima e della professionalità. L’eventuale realizzazione di un gemellaggio rafforzerebbe i legami e la possibilità di instaurare ulteriori rapporti di solidarietà”.

“Sono molto soddisfatto di vedere realizzata l’idea che coltivavo da tempo – dichiara Ancisi – di stabilire un legame forte tra la portualità ravennate e quella ucraina, all’origine con la città di Odessa, che ho conosciuto personalmente proprio sotto il profilo degli scambi commerciali con la nostra città, ma apprezzandola anche per l’eccezionale vitalità che manifesta in campo civile e sociale.
Lo scoppio della guerra mi ha portato a un ampio confronto, da un lato con esponenti dell’imprenditoria portuale ravennate, dall’altro con l’intero governo politico dell’amministrazione comunale senza distinzioni di parte, sindaco e giunta, gruppi di maggioranza e di minoranza del Consiglio comunale.
Attraverso queste collaborazioni, l’idea ha preso via via la forma della presente proposta di deliberazione a più ampio raggio di azione, che potrà concretizzarsi tenendo conto ed esplorando le variabili in campo, connesse anche all’auspicabile sollecita conclusione della guerra e ai problemi immensi della ricostruzione, per la quale molte altre città italiane intendono essere a fianco di quelle ucraine più martoriate”.

Tra il porto di Ravenna e quelli ucraini di Odessa sul mar Nero e di Mariupol sul mar d’Azov esiste uno storico forte legame, rafforzato dalle amichevoli relazioni, umane e sociali.
Collegate con Odessa sono anche le città di Cornomors'k a sud e Južne a nord-est, sedi di importanti hub portuali.
All’epoca delle interazioni commerciali fra l’Unione Sovietica e l’Italia, quasi la totalità delle merci, sia con navi portacontainer che con navi da carico, veniva operata tra il porto di Ravenna e i due ucraini; attraverso i terminal del porto ravennate venivano esportati prodotti chimici e macchinari e importati contenitori di materie prime, prodotti finiti e cereali.
La fattiva collaborazione e la reciproca soddisfazione hanno permesso di proseguire proficuamente negli interscambi coi porti ucraini anche dopo lo scioglimento dello Stato federale di cui l’Ucraina era parte, avvenuto nel 1991.
È infatti continuata l’importazione di cereali ed è stata avviata e consolidata l’importazione di argilla, materia prima delle imprese ceramiche in Emilia-Romagna. A Ravenna arrivano dall’Ucraina milioni di tonnellate di argilla, che per le sue peculiarità chimico-fisiche di grande qualità, costituisce per tale industria di alto livello una materia prima non facilmente sostituibile.
A Odessa, in particolare, aveva sede la compagnia armatoriale Black-Sea, nel 1990 la più grande in Europa tra le compagnie di navigazione e la seconda nel mondo, con cui erano frequenti incontri produttivi e commerciali fra gli operatori portuali ravennati e ucraini.
Dal 20 al 25 maggio 1990, una delegazione ravennate composta dall’amministrazione comunale, dalla Sapir, dalla Compagnia Portuale e dalle agenzie marittime Maritalia e Navenna/Petrokan prese parte a una convention internazionale sulla portualità svoltasi a Odessa. Sapir e Maritalia trattarono con Black-Sea contratti per forniture di container e di impiantistica da Ravenna.

Mariupol, d’altro canto, ha avuto legami commerciali con la nostra città e col suo porto in tutti gli anni decisivi per lo sviluppo dei traffici e dei collegamenti via mare, dagli anni 70 fino alla fine degli anni 90. Molte aziende ravennati del sistema marittimo-portuale ne hanno tratto benefici.
Era sede della Azov Shipping Company, compagnia di navigazione la cui area regionale di competenza comprendeva tutto il Mediterraneo. Ravenna ne divenne lo scalo principale per i collegamenti con il mar Nero e il vicino Oriente.
Insieme alla Azov operava, sulla rotta di Mariupol, anche una flotta di navi mercantili per carichi generali, siderurgici e di rinfuse, che erano gestite dalla ravennate Petrokan, impegnando anche altri numerosi operatori portuali, in particolare l’agenzia Maritalia e la Sapir.
Dalla metà degli anni 90, iniziarono i traffici delle argille destinate all’Italia centro-settentrionale tramite il porto di Ravenna. La Vesco, azienda che dalle proprie cave in Ucraina estrae tre milioni di tonnellate d’argilla l’anno, esportandola a Ravenna con la propria filiale italiana, utilizza quasi esclusivamente Mariupol come porto d’imbarco.
Tutto questo prima della guerra in corso.

A seguito del conflitto la comunità ravennate si è distinta nel soccorrere la popolazione ucraina ospitandone con grande generosità e affetto i profughi e destinandole aiuti economici, alimenti e prodotti di prima necessità.
Per questo sembra opportuno proseguire, nel segno dei valori universali di pace e libertà, nel mantenere rapporti solidaristici anche alla luce di quanto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato nell’aprile scorso: “La cooperazione tra pari a tutti i livelli locali e regionali ci permetterà di accelerare la ricostruzione dell’Ucraina. […] Espanderemo esponenzialmente il numero di città e regioni gemelle tra i nostri due popoli”.
Allo stesso tempo, anche il Comitato delle Regioni dell’Unione europea, in cui sono rappresentate anche le città degli Stati membri, ha raccomandato con forza di intensificare al massimo questi gemellaggi.


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