Mafia, un sistema integrato e radicato tra imprese, appalti e affari | la CRONACA di RAVENNA

Notizie dal porto

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Fondatore di Sagem e dell'agenzia marittima che porta il suo nome, ha costruito un gruppo oggi presente in Italia, Slovenia e Austria. I funerali saranno celebrati sabato a Venezia
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Ponte mobile chiuso dall'1 al 14 settembre

per lavori di manutenzione straordinaria. Sarà messa a punto la viabilità alternativa
28/07/2026

Droni e Sup elettrici per i salvataggi, ma il moscone resta il simbolo della sicurezza in mare

A Lido di Savio la giornata contro gli annegamenti. Ottantotto postazioni presidiano il litorale ravennate. Malori, bandiere ignorate e gonfiabili trascinati al largo i rischi più frequenti
28/07/2026

Verso un sistema portuale regionale

Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, l'Autorità Portuale di Ravenna avvia il confronto con sindaci e Capitaneria di Porto. Coinvolti otto porti da Cattolica a Goro. De Pascale: «La forza sta nella capacità di fare sistema»
28/07/2026

L'acciaio resta il motore del porto

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Gasolio alle stelle, imprese sotto pressione

CNA Fita «Pugno duro contro le speculazioni»
28/07/2026

Quarta corsia dell'A14, firmato l'accordo: il porto di Ravenna punta al 2027 per l'avvio dei lavori

L'intesa sul Passante di Bologna comprende anche l'ampliamento dell'A14 fino alla Diramazione Ravenna-Ponte Rizzoli. Barattoni: «Rafforza il ruolo del porto nel Nord-Est». I sindaci romagnoli: «Opera strategica per competitività e sicurezza»
23/07/2026

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Politica

Mafia, un sistema integrato e radicato tra imprese, appalti e affari

Ravenna in Comune chiede che le istituzioni tengano alta l'attenzione

09 aprile 2022 - «È vitale che il Comune tenga bene a mente la dimensione del problema mafia». Lo chiede Ravenna in Comune, che riporta lo stralcio della relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) riferita alla situazione generale della criminalità organizzata nel corso del primo semestre 2021.

L’Emilia-Romagna è descritta da pagina 293: «L’analisi della situazione generale della criminalità organizzata in Emilia Romagna nel corso del primo semestre 2021 conferma il trend già osservato negli scorsi semestri di come l’approccio delle cosche rivolto al controllo del territorio non sia più ancorato prevalentemente al predominio militare ma ad una sempre maggiore infiltrazione silente dell’economia e delle amministrazioni locali attraverso rapporti con professionisti, imprenditori, amministratori pubblici, esponenti della politica e della finanza collusi o corruttibili – la c.d. area grigia – in grado di assicurare e proporre un numero crescente di servizi e collaborazioni. I sodalizi criminali pertanto tenderebbero a confondersi nel tessuto sociale cercando di utilizzare le liquidità illecitamente accumulate in investimenti nelle attività imprenditoriali ed economiche legali e nel tradizionale target d’elezione costituito dagli appalti pubblici adottando condotte di basso profilo per non destare sospetti».

Inoltre, la procuratrice generale di Bologna, Lucia Musti, ha inaugurato l’anno giudiziario definendo la Regione Emilia Romagna “distretto di Mafia”: «Uso questo termine perché, dalla corretta lettura delle indagini e dei processi contro la ndrangheta che si sono svolti nella regione Emilia Romagna, è evidente che non è più una questione di presenza di mafiosi, di diffusione della mentalità, ma piuttosto di condivisione del metodo mafioso anche da parte di taluni cittadini emiliano-romagnoli, imprenditori e colletti bianchi, ovverosia professionisti, i quali hanno deciso che “fare affari” con la ndrangheta è utile e comodo».

«Si tratta della stessa lettura a cui è pervenuta la DIA, commenta Ravenna in Comune. Come a dire che nonostante il processo Aemilia il viluppo tra cosche, imprenditoria e professionisti come intermediari continua stabilmente ad operare.
Ravenna e la sua provincia sono parte dell’Emilia Romagna anche in questo. Le vicende delle interdittive antimafia che hanno arrestato gli appalti degli uffici comunali e del nuovo palazzetto dovrebbero pur insegnare qualcosa. E ancora i giri di scommesse clandestine, gioco d’azzardo e simili che periodicamente ci fanno tornare sui giornali. Gli assalti agli sportelli bancomat, poi, sono diventati notizia di apertura fin troppo frequente per le mattine dei media online. Quanto al ciclo illegale del cemento, Ravenna si è rivelata una delle capitali regionali. Sono solo alcuni esempi».

«A Ravenna - aggiunge il movimento - non può bastare un osservatorio che il sindaco, come ha scritto nel suo programma elettorale, vorrebbe istituire, se poi venisse depotenziato come ha fatto con il “nostro” Osservatorio sulla legalità e sicurezza del lavoro. L’attenzione sui bandi pubblici, su come costruirli e implementarli, diventa prioritaria considerati i quasi quotidiani annunci di sindaco e presidente dell’AdSP di milionate di euro che Pnrr e altri finanziamenti dovrebbero riversare sul territorio.
L’esposizione dei resti dell’auto di scorta di Falcone in Piazza Garibaldi di suo, temiamo, serve a ben poco se non a testimoniare, se ce ne fosse bisogno, la pericolosità delle mafie. Non per niente, dopo il discorso pronunciato all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la dottoressa Musti è stata fatta oggetto di due successivi atti intimidatori.
Ravenna in Comune chiede alle Istituzioni di tenere al centro dell’attenzione e delle proprie azioni l’enorme rischio rappresentato da quello che la relazione antimafia definisce un vero e proprio “sistema integrato e radicato tra imprese, appalti e affari in cui operano le consorterie” e con cui è indispensabile fare i conti».

foto Massimo Argnani: i resti dell'auto di scorta al giudice Giovanni Falcone esposti in Piazza Garibaldi a Ravenna lo scorso 29 marzo


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