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Ucraina, emergenza profughi. «Situazione al momento sotto controllo, ma ancora per poco»

Don Gonzales Valdès (direttore della Caritas): «Abbiamo a disposizione 100 posti letto e un Centro di ascolto dedicato solo a loro tutti i venerdì»

21 marzo 2022 - Per far fronte al probabile massiccio arrivo di profughi ucraini, atteso nei prossimi giorni, anche la Caritas di Ravenna si sta mobilitando per dare il proprio contributo: circa 100 posti letto.
Attualmente dei 12.916 profughi arrivati in Emilia Romagna, Ravenna ne ospita 712, di cui 168 all’interno della rete Cas – Centri di accoglienza straordinaria (ndr, dati aggiornati al 18 marzo). Numeri che crescono ogni giorno, tanto che la Prefettura – che insieme al Comune ha un ruolo di coordinamento sul territorio – ha aperto due Cas totalmente dedicati all’emergenza Ucraina, a Riolo Terme e a Bagnacavallo, e a breve ne aprirà un altro nei dintorni di Ravenna.
L’obiettivo infatti è di ricercare 300 nuovi posti, da aggiungere ai 316 già individuati.

A parlare delle novità messe in campo dalla Caritas è il direttore don Alain Francisco Gonzales Valdès che tiene però a precisare che, al momento, la situazione è sotto controllo. «Anche se abbiamo dato la nostra disponibilità – spiega –, finora non abbiamo ancora accolto nessuno, semplicemente perché non ci sono state richieste da parte degli organismi competenti.
C’è però da dire che gran parte dei profughi ucraini arrivati, in netta prevalenza donne con bambini, sono quasi tutti alloggiati a casa di familiari e conoscenti già residenti a Ravenna. Noi li stiamo però già supportando, attraverso l’aiuto che forniamo a chi li ha accolti in casa, in evidente difficoltà per cibo e vestiti.
Non è una situazione facile da gestire perché dobbiamo, al contempo, far fronte alle tante altre persone in ristrettezze economiche, sia ravennati che stranieri, a seguito della pandemia e poi dei rincari delle bollette. Non mi era mai capitato, per esempio, di vedere un padre di famiglia chiedere aiuto per pagare una bolletta stellare di luce e gas di circa mille euro».

I più attenti, avranno già avuto modo di notare le file sempre più lunghe che invadono piazza Duomo nei giorni di distribuzione di viveri e vestiti. E la situazione pare destinata non solo a perdurare e, forse, ad aggravarsi. «Siamo al lavoro – aggiunge don Gonzàles Valdès – per fare una mappatura in vista dell’accoglienza più massiccia che potrebbe verificarsi già nei prossimi giorni. Per i posti letto, potremo contare sul seminario della diocesi, su alcune parrocchie e su singoli cattolici che ci hanno già notificato la loro disponibilità. In tutto, circa 100 posti.

La preoccupazione c’è perché non sappiamo esattamente cosa ci aspetta, l’entità dei numeri. Potremmo ricevere presto profughi smistati da altre città in base alle cosiddette politiche distributive, in più siamo appena stati contattati da Caritas Italia a cui abbiamo dato la nostra disponibilità in vista di un corridoio umanitario via Varsavia che potrebbe attivarsi fra 4 o 5 giorni. Noi siamo aperti a qualsiasi tipo di richiesta».

Dal 25 marzo, il Centro di ascolto della Caritas dedicherà l’intera giornata del venerdì solo ai profughi ucraini. «C’è voluto più tempo del previsto per organizzarci – spiega la responsabile e vice direttrice Caritas, Daniela Biondi – perché avevamo necessità di coordinarci con gli interpreti. Molti dei profughi non conoscono l’italiano e quindi fanno fatica a far capire quali sono i loro bisogni».

Intanto, da lunedì 21 marzo alla Casa delle Culture sarà attivo uno sportello unico dedicato ai cittadini ucraini, con gestione associata dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi. Qui, sarà possibile avere informazioni sulla documentazione da trasmettere alla Questura per fare domanda di protezione temporanea, attivare l’accoglienza nei Cas, la tutela sanitaria, il servizio di tutela scolastica e ricevere supporto psicologico.
r.b.
nella foto d'archivio don Gonzales Valdès



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