Fondazione Sabe, una nuova casa per l'arte | la CRONACA di RAVENNA

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Cultura

Fondazione Sabe, una nuova casa per l'arte

Lo spazio espositivo è stato inaugurato dalla mostra "Fuori asse" dell'artista Mirella Saluzzo: «Ospiterà le mie sculture ed eventi culturali per la città»

13 novembre 2021 - C’è un luogo che ha tutta la magia dell’arte in via Giovanni Pascoli 31 a Ravenna: la nuova “Fondazione Sabe per l’Arte”. Aprendo la porta, si resta subito colpiti dagli spazi ampi e profondi, con soffitti generosi che lasciano travi e capriate a vista, in un riuscito mix di storicità e modernità.

In tale contesto, le recenti sculture dell’artista Mirella Saluzzo – proprietaria dell’immobile insieme al marito Norberto Bezzi – possono essere ammirate in tutta la loro bellezza di forme fluide modellate a partire da sottili lastre di alluminio. Un materiale, quest’ultimo, che l’artista incurva con un movimento paragonabile a quello dell’arte giapponese dell’origami, come evidenziato dalla curatrice della mostra Elena Di Raddo.

Si intitola “Fuori asse” la mostra con cui, questa mattina, è stata ufficialmente inaugurata la Fondazione Sabe. Inizia con una serie di opere su carta intitolate “Open”, in cui si osserva, attraverso sovrapposizioni e ritagli, l’apertura verso un’altra dimensione.
Al centro della sala principale, svetta la scultura monumentale “Exit”, una struttura modulare circolare orizzontale collocata su una sorta di pedana all’ingresso di una soglia aperta su una gabbia metallica. Sulle pareti alcune sculture appese – “Voyager”, “Attrazioni” ed “Explorer” – sembrano sfidare la forza di gravità innestando un gioco di incastri e di movimento illusorio.

L’attenzione ai dettagli con cui Saluzzo, formatasi all’Accademia di Brera di Milano, realizza le sue opere riesce solo in apparenza a celare l’instabilità di cui sono permeate: tra equilibrio e disequilibrio, si configurano come spazi inquieti, metafore dell’esistenza e allo stesso tempo della forza di adattabilità della vita stessa, come dimostra la scultura verticale “Fuori asse” costruita con elementi disallineati.

Aperta fino al prossimo 19 febbraio, il giovedì, venerdì e sabato dalle 16 alle 19, la mostra dà il via a tutta una serie di iniziative che comprenderanno anche performance, incontri e conferenze, in base alle linee guida suggerite dal comitato scientifico diretto da Francesco Tedeschi, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e formato anche dai professori Claudio Marra, Federica Muzzarelli e Gian Luca Tusini dell’università di Bologna, a cui si aggiunge Claudio Spadoni, ex direttore del Mar.

«Il nuovo spazio espositivo – spiega il direttore artistico Pasquale Fameli, critico d’arte e studioso dell’ateneo bolognese – intende porsi come punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla scultura ma non solo. Speriamo di poter sviluppare presto sinergie virtuose anche con altre realtà, quali il Mar che è a due passi, per creare percorsi trasversali e far dialogare la scultura con la fotografia, la grafica, le videoproiezioni».

E dire che tutto è nato un po’ anche per caso, dopo che Saluzzo e Bezzi – presidenti di Fondazione Sabe – si sono letteralmente innamorati dello stabile ottocentesco fatiscente che in passato ha ospitato una falegnameria e poi una tipografia, mentre fino al 2015 la galleria Ninapì.
«Quando l’ho visto – racconta Saluzzo – ho subito pensato che fosse il posto giusto per ospitare il mio studio, con deposito e archivio dei miei lavori di quarant’anni di carriera. Poi però la ristrutturazione è diventata più impegnativa e radicale, al punto da decidere di aprire quasi tutti gli ambienti. A quel punto mi sono resa conto che lo spazio era fin troppo grande per me sola, da lì l’idea di utilizzare le sale per accogliere iniziative culturali della città».
r.b.


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