Un perfetto «romanzo in forma di teatro» intorno alla figura di Grazia Deledda | la CRONACA di RAVENNA

Un perfetto «romanzo in forma di teatro» intorno alla figura di Grazia Deledda

Al centro, tre momenti della sua vita lontani decenni l'uno dall'altro. È l'unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura

22 ottobre 2021 - Cervia ha dedicato un convegno, un importante omaggio a Grazia Deledda, cittadina onoraria di Cervia, che Deledda aveva scelto per trascorrere le sue estati. Sempre dedicata a lei una pièce teatrale dal titolo “Quasi Grazia”, autore Marcello Fois, pubblicato da Einaudi.
Un perfetto ‘romanzo in forma di teatro’ intorno alla figura di Grazia Deledda, unica donna italiana vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura. Il suo è puro e giustificato orgoglio quando afferma: “Ho avuto tutte le cose che una donna può chiedere al suo destino”.
La pièce si divide in tre parti, tre momenti importanti della vita della scrittrice: quando decide di partire dalla Sardegna per stabilirsi a Roma con suo marito, quando va a ricevere il Premio Nobel, infine quello in cui deve affrontare la consapevolezza di essere sul punto di morire, gravemente ammalata. Ma seguiamo le tappe della sua vita.

Nuoro, 1900. Grazia non ha neppure trent'anni quando decide di trasferirsi a Roma con il marito. La città eterna sembra chiamarla, o forse sfidarla: contro il parere della famiglia, la giovane Deledda si getta a capofitto nel mondo. La madre non condivide la sua decisione e cerca di scoraggiarla, ma alla fine cerca di giustificarsi: “… Lo capirai cosa vuol dire far credere delle cose ai propri figli anche se sai che non sono vere…Ma non bugie, no. Solo che per volere troppo bene a volte rischi di sembrare qualcuno che vuole male”.

Stoccolma, 1926. È il pomeriggio che precede la consegna del Premio Nobel: in una camera del Grand Hotel, marito e moglie si confrontano con tenerezza, entrambi stupefatti, su come sia possibile che la vita li abbia condotti alle soglie di quel giorno glorioso. Anche incide, nel ricordo, la presenza della madre che non aveva mai condiviso la passione della figlia per la scrittura: “Penso che questa è l’ultima volta che ci vediamo. Io sono troppo vecchia e tu, una volta varcato il mare qui non ci torni più”.

Terzo atto: Roma, 1935. In uno studio radiologico, un medico cerca di trovare le parole esatte per comunicare a una donna (che proprio delle parole ha fatto la sua forza) la ferocia del male che di lì a un anno la porterà via. Marcello Fois illumina tre momenti decisivi della vita dell'autrice di "Canne al vento", consegnandoci una storia di vocazione imbattibile, di tenacia assoluta, di fede cieca nel potere della scrittura. Un omaggio appassionato a un'autrice troppo a lungo sottovalutata, che letta oggi rivela tutta la sua dirompente contemporaneità.

A introdurre il lettore a questo ultimo segmento della sua vita, Grazia Deledda, in un brano, una riflessione, pensa alla terra dove è nata, quella terra che è sempre stata il background dei suoi romanzi: “Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne, ho guardato per giorni, mesi ed anni il lento svolgersi delle nuvole sul cielo sardo. Ho mille e mille volte poggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce, per ascoltare la voce delle foglie, ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente. Ho visto l’alba, il tramonto, il sorgere della luna nell’immensa solitudine delle montagne. Ho ascoltato i canti, le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo e così si è formata la mia arte come una canzone o un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo”.

Grazia Deledda è morta nel 1936 a Roma e fu sepolta al cimitero del Verano nella tomba a forma di nuraghe che lei stessa aveva così voluto. Nel 1959 la salma fu trasferita a Nuoro nella Chiesa della Solitudine su richiesta di un gruppo di intellettuali anche se Grazia Deledda non aveva mai espresso né a voce né per iscritto il desiderio di essere sepolta a Nuoro dopo la morte.

Contemporaneamente al convegno e ai tanti appuntamenti culturali che Cervia ha voluto dedicarle, le Poste Italiane il 27 settembre, a 150 anni dalla nascita, attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, hanno emesso un francobollo commemorativo.

Anna De Lutiis


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