"Borgo Sud", il romanzo teso e intimo di Donatella Di Pietrantonio | la CRONACA di RAVENNA

"Borgo Sud", il romanzo teso e intimo di Donatella Di Pietrantonio

Due sorelle adulte, diverse per carattere, studi, frequentazioni che sperimentano un legame fortissimo dovuto anche all’“eredità di parole non dette, gesti omessi, cure negate”

21 marzo 2021 - E’ in libreria solo da pochi mesi il nuovo libro di Donatella Di Pietrantonio Borgo Sud edito da Einaudi, ma è già un successo anche perché si presenta sull’eco di quello precedente L’Arminuta che ha portato all’autrice importanti premi come il Premio Napoli, il Premio Alassio e il Premio Campiello.

Ci sono personaggi, in Borgo Sud, che si ricollegano ad alcuni del libro precedente, come Adriana, Vincenzo, la stessa protagonista, i genitori. Comunque, Donatella tiene a precisare che personaggi, fatti e luoghi sono frutto di fantasia e che il libro può essere letto e gustato anche senza aver letto quello precedente, L’Arminuta.

Ma Borgo Sud esiste davvero, tra il lato sud del fiume Pescara e il mare, anche se non ha più le caratteristiche che aveva qualche decennio fa, un borgo di pescatori che vivevano la vita giorno dopo giorno, vite legate al mare e ai suoi capricci.
Borgo Sud è un romanzo di luoghi. Dalle montagne di Grenoble, dove la protagonista si è rifugiata, per dare un nuovo senso alla sua vita, ai luoghi d’Abruzzo, che sgorgano prorompenti dalla penna dell’autrice per farsi largo nei pensieri della protagonista con i sapori marcati, gli odori e i suoni della città di Pescara.
I luoghi che la protagonista attraversa creano momenti dolorosi fatti di ricordi, del fallimento del suo matrimonio, del non sentirsi partecipe di un luogo, Borgo Sud, che sembra completamente separato dalla città di Pescara, il quartiere dei pescatori che le appare nascosto dal resto della città.

Nei suoi romanzi Donatella Di Pietrantonio pone alla base della narrazione i rapporti che si creano nell’ambito famigliare: la perdita di una sorella amata nel terremoto de L’Aquila, in Bella mia, Mia madre è un fiume, dove si evidenziano le incomprensioni tra madre e figlia. In Borgo Sud Adriana, completamente diversa dalla protagonista che è colta, elegante, irrompe come un vento nella vita della sorella. “Sono state bambine riottose e complici, figlie di nessuna madre. Ora sono donne cariche di slanci e di sbagli, di delusioni e possibilità, con un’eredità di parole non dette e attenzioni intermittenti”.

Anche per chi non ha letto L’Arminuta, passo dopo passo, pagina dopo pagina, si ricostruiscono i legami creati faticosamente fra le due sorelle che hanno affrontato la vita sole, unite da un’incolmabile solitudine che le ha rese fragili al confronto con il resto del mondo. Una solitudine da cui sono uscite grazie all’amore, sentimento che si è frantumato, amore che si è trasformato, per motivi diversi, in amore malato.
Quando nella memoria riappaiono immagini del passato, le due donne reagiscono con repulsione, desiderio di cancellare le proprie origini. “Abbiamo litigato a parole aspre, ma anche come bambine, a spinte e strattoni. Adriana sapeva riportarmi indietro, a tutto quello che avevo voluto lasciare.”

Protagonista, il mare Adriatico, a volte in primo piano, altre come sfondo che assiste silenzioso alle vicende e si fa sentire “Respiravamo un’aria sempre un po’ azzurra, entrava dalla terrazza affacciata sul mare. Il mare evaporava in casa nostra. Adesso il salmastro non si sente e il rumore delle onde filtra appena da fuori”.
Il mare sempre, nelle vicende, nelle vite, nell’odio e anche nella gentilezza e disponibilità della gente che abita il borgo la cui definizione più vera dovrebbe essere Borgo marino sud.

C’è nel romanzo un verismo che scaturisce dalle parole degli abitanti del borgo, ma anche da quelle di Adriana che lì ha scelto di vivere. La prosa di Donatella Di Pietrantonio è un tributo alla sua terra, specie nelle espressioni dialettali di alcuni personaggi: il padre, Adriana, gli abitanti di Borgo Sud, ma anche nei richiami alle superstizioni e alle maledizioni, retaggio di secoli trascorsi.

Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). A seguire il pluripremiato romanzo L’'Arminuta, ed. Einaudi per cui ha pubblicato anche Bella mia (prima edizione Elliot 2014) con cui ha partecipato al Premio Strega e ha vinto il Premio Brancati.

Anna De Lutiis


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