"Tessere del '900" e i progetti culturali dedicati a Dante. Intervista al presidente Casavecchia | la CRONACA di RAVENNA

"Tessere del '900" e i progetti culturali dedicati a Dante. Intervista al presidente Casavecchia

L'influenza del Sommo Poeta nella società del secolo scorso sarà il tema di un ciclo di tredici conferenze che si terranno al Salone dei Mosaici nella Casa del Mutilato di Piazza Kennedy

25 febbraio 2021 - C’è anche l’associazione culturale Tessere del '900 fra i promotori di progetti culturali dedicati a Dante, ai quali il Comune di Ravenna ha recentemente riconosciuto un contributo attraverso la formula della compartecipazione.
Il progetto, dal titolo “Dante e l’influsso sulla cultura, l’arte, la politica del ‘900” prevede un ciclo di tredici conferenze, fra marzo e dicembre, al Salone dei Mosaici nella Casa del Mutilato di Piazza Kennedy, che affronteranno vari aspetti dell’influenza del Sommo Poeta nella società del secolo scorso. A partire dalla conferenza del 12 marzo con il professor Luca Gallesi, che parlerà del parallelismo fra Dante ed Ezra Pound (a sua volta esiliato, e rivalutato solo dopo la morte).
Piero Casavecchia, stimato dentista ravennate, da sempre appassionato di storia e cultura del primo Novecento, è il presidente di Tessere di Mosaico. A lui abbiamo chiesto di raccontarci l’iniziativa e i suoi presupposti.


Piero, partiamo dall’inizio. Com’è nata Tessere del '900?

Il punto di partenza è stata la riapertura del Salone dei Mosaici. Uno spazio che era stato chiuso per molti anni: lo visitai durante un’iniziativa del FAI, e ne rimasi affascinato. Allora ho cominciato a coinvolgere amici e personalità cittadine per capire come si potesse riportarlo alla vita e alla socialità: finché Maurizio Bucci ha deciso di acquistarlo e di realizzare un ristorante, “Mille Lire”, dando vita a un’idea imprenditoriale che abbina la cucina alla cultura. L’associazione è nata in parallelo, nel 2018, per organizzare eventi che si potessero realizzare all’interno, valorizzando un luogo d’arte d’eccellenza del Novecento, con iniziative legate proprio alla cultura del secolo scorso.

L’anno del Covid ha condizionato le vostre iniziative?
In parte sì, inevitabilmente. Siamo riusciti a fare iniziative in presenza solo fino a febbraio: l’ultimo incontro è stato con il professor Stefano Zecchi sul tema dell’esilio, già un accenno al tema di Dante. Poi abbiamo organizzato una mostra a Palazzo Rasponi, curata da Alberto Giorgio Cassani. Sono invece sempre proseguite le visite guidate su prenotazione: quest’anno, fra l’altro, il Salone è incluso in un tour organizzato dalle guide turistiche, che collega Dante e il Ventennio, e parte dal Liceo Classico.

Per il 2021, il progetto che sta per partire potrà essere condizionato dalle condizioni sanitarie?

Le tredici iniziative previste si realizzeranno comunque: se è possibile dal vivo al Salone, in caso contrario in streaming sulla nostra pagina facebook e sul canale youtube. Si svolgeranno sempre al venerdì pomeriggio alle 18.30, a ingresso libero: se le condizioni lo permetteranno, al termine ci sarà la cena alla presenza degli autori. Che spaziano fra diverse discipline: dopo Gallesi, fra gli altri, ci saranno Ivan Simonini, presidente del nostro comitato scientifico, che terrà due conferenze; Paolo Cavassini, che parlerà del rapporto fra Dante e il fascismo; fino alla conferenza finale di Marcello Veneziani, a dicembre, su Dante come “pensatore visionario” che fondò l’Italia.

Ci saranno altri eventi curati dall’associazione?
Per il 2021 ci fermiamo qui, anche perché comunque l’impegno non è da poco. Ma abbiamo già pronto il progetto del 2022, che in effetti avremmo dovuto realizzare l’anno scorso e non si è potuto fare: una serie di conferenze su “architettura e potere”, cioè sul rapporto fra i vari regimi novecenteschi europei e le loro espressioni in campo architettonico (in Italia, Germania, Russia, Spagna…).

Le vostre iniziative hanno come comune denominatore un approfondimento su quella parte di storia e cultura del Novecento che, essendo politicamente legata ai vari regimi, per molto tempo non ha mai avuto la possibilità di una rilettura critica, almeno in questo territorio. Quale riscontro ne state avendo?

E’ proprio così. Uno degli obiettivi dell’associazione è quello di dare il giusto valore alle opere d’arte e anche alla cultura che si è sviluppata nel periodo fra le due guerre, senza partire dal punto di vista politico. La cosa positiva è che hanno contribuito molti studiosi, affrontando i vari temi dal punto di vista scientifico e trasversale, senza preconcetti.
E devo dire che non abbiamo mai avuto difficoltà, anche perché ci siamo sempre confrontati con le istituzioni in maniera proficua: lo stesso sindaco de Pascale ha scritto una bella introduzione per il volume edito dal Girasole che illustra il Salone dei Mosaici (realizzato col contributo del Comune), e ha aperto di persona l’evento relativo. Inoltre, abbiamo avuto grande attenzione anche da parte del pubblico: con una media di 80-90 persone nelle varie conferenze, e oltre 1500 visitatori alla mostra di palazzo Rasponi.


(foto mosaici: Giulio Cesare varca il Rubicone e prima guerra mondiale; il gruppo che anima Tessere del '900: Andrea Folicaldi, Piero Casavecchia, Maurizio Bucci, Gianni Raffa, Aldo Rossi, Alberto Rossi; la presentazione della mostra su Galassi a Palazzo Rasponi 15 febbraio 2020)


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