La forza sconvolgente del teatro d’opera. GUARDA LA GALLERY | la CRONACA di RAVENNA

La forza sconvolgente del teatro d’opera. GUARDA LA GALLERY

Nel libro “Attraverso”, di recente uscita, le foto realizzate da Silvia Lelli di sei spettacoli con la regia di Chiara Muti. Tra questi, “Così fan tutte” che Riccardo Muti dirigerà in febbraio a Torino

12 gennaio 2021 - “Nell’opera il tempo è fatto di trama, di gesti e movimenti, di musica e canto, di scena. Si apre il sipario e poi si chiude, un atto dopo l’altro, tutto scorre e le fotografie si accumulano con ritmo diverso, secondo i momenti che esprimono la sintesi, il clou della storia e l'enfasi che il regista ha voluto porre in quel preciso momento” scrive la fotografa Silvia Lelli. E Chiara Muti, attrice e regista: “La fotografia, sola, sublima l'istante, quell’attimo a cui il teatro, per natura, è destinato perché ci rende ancora liberi di immaginarlo, riassaporandone i dettagli, senza tradirne i contenuti. La fotografia è e resterà l'unica vera memoria storica dell'arte teatrale”.

I testi da cui sono tratti le citazioni introducono al libro Attraverso (Seipersei editore, Siena 2020, € 38), una mirabile raccolta di foto di sei opere delle quali Chiara Muti ha realizzato la regia: tre nel 2013, Sancta Susanna di Hindemith a Ravenna, Orfeo ed Euridice di Gluck a Montpellier e Dido and Aeneas di Purcell a Roma, poi Manon Lescaut di Puccini ancora a Roma nel 2014, Le nozze di Figaro di Mozart a Bari nel 2016 e Così fan tutte, sempre di Mozart, a Napoli nel 2018. Quest’ultimo spettacolo è ora nel cartellone del Teatro Regio di Torino: sarà diretto da Riccardo Muti, come a Napoli, in febbraio e con tutta probabilità sarà soltanto diffuso in streaming, con l’esclusione del pubblico per le norme a contrasto del Covid-19.

Fotografa di spettacolo l’una, attrice e regista l’altra, Silvia Lelli e Chiara Muti hanno entrambe un forte legame con Ravenna: la prima per nascita, la seconda in quanto figlia di Cristina e Riccardo Muti, che qui risiedono. La loro conoscenza è pluridecennale, fin da quando Chiara Muti era bambina e, soprattutto alla Scala, si accostò da vicino alla vita del teatro seguendo le realizzazioni di grandi registi. Nello stesso periodo, Silvia Lelli e il marito Roberto Masotti, anch’egli ravennate, erano i fotografi ufficiali del Teatro alla Scala; da cui la conoscenza e il successivo sodalizio professionale delle due artiste.

Ma non si esaurisce qui la trama di incontri che arricchisce il retroscena di Attraverso: la prefazione, infatti, è l’ultimo scritto pubblicato di Franco Lorenzo Arruga, illustre musicologo e critico musicale scomparso nel corso del 2020, che nella seconda metà degli anni Settanta fondò una delle primissime riviste musicali italiane radunando intorno a sé un selezionato gruppo di collaboratori. Tra questi i Lelli & Masotti, che divennero i fotografi di “Musica viva” per tutti i vent’anni circa in cui la rivista uscì. D’altro canto, Arruga era legato ai Muti da una lunga e amichevole conoscenza.

Nella sua prefazione, lo stesso Arruga scrive: “Le immagini di questo libro, nate dalla fantasia di una regista impegnata a rendere tangibili le cose, le persone, le vicende pensate in altri giorni, strappate al tempo ed allo spazio del palcoscenico da una fotografa, rivissute, disposte sulle pagine, arrivano da una storia complessa e non si fermano: sono intenzioni, occasioni, segni affidati a chi le guarda perché non ne arresti il cammino” e più in là parla della “forza sconvolgente e rivelatrice del teatro d'opera”.
Questa forza permea le immagini a colori e a tutta pagina contenute nel libro, che nel fissare l’attimo riescono a rivelare ogni volta l’intenzione della regia e, nel contempo, a mostrare dettagli preziosi che, quando si assiste a un’opera, nel susseguirsi degli avvenimenti possono sfuggire.

Chi scrive ha visto qualcuno di questi spettacoli, apprezzandone l’alta qualità, e può parlare a ragion veduta della capacità di Silvia Lelli di andare al cuore di ciò che accade in scena e, nello stesso tempo, di ampliare la visuale dello spettatore cogliendo atteggiamenti ed espressioni, movimenti e atteggiamenti fugaci che rimangono in disparte rispetto all’azione principale.
In un momento come questo, nel quale sentiamo gravemente la mancanza del teatro, il libro di Silvia Lelli e Chiara Muti offre un piacere raro, che va oltre la bellezza delle immagini e il valore della testimonianza: ci permette di immergerci di nuovo, a casa nostra, nell’incanto sempre vivo del palcoscenico.

Patrizia Luppi

(la foto di Chiara Muti è di Silvia Lelli)



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