Marinella Melandri nuova segretaria generale della Cgil ravennate | la CRONACA di RAVENNA

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Economia

Marinella Melandri nuova segretaria generale della Cgil ravennate

Subentra a Costantino Ricci giunto al termine del secondo mandato

03 dicembre 2020 - Marinella Melandri è la nuova segretaria generale della Camera del lavoro di Ravenna. L’assemblea della Cgil di Ravenna l'ha eletta con il 93% dei voti favorevoli. Melandri succede a Costantino Ricci che ha terminato i due mandati da segretario generale (termine massimo previsto dallo statuto) che lo hanno visto alla guida della Cgil di Ravenna per 8 anni e che diventerà responsabile regionale dei Caf Cgil.  "La Cgil ringrazia Ricci per il costante impegno, la dedizione, l’autorevolezza e la serietà dimostrati in questi anni e augura buon lavoro alla nuova segretaria".

All'assemblea è intervenuto Luigi Giove, segretario della Cgil Emilia Romagna. Marinella Melandri è nata a Fusignano nel 1966 e ha iniziato l'attività sindacale in Cgil nel 1997 seguendo per la Funzione Pubblica della Cgil i Comuni del Lughese e le Ipab. Successivamente è stata responsabile provinciale, sempre per la Fp Cgil, del comparto enti locali. Nel settembre del 2009 diviene segretaria generale della Fp Cgil Ravenna, incarico che ricopre fino al 2014, quando entra a fare parte della segreteria provinciale della Cgil di Ravenna.


“Assumere il ruolo di segretaria generale – commenta Marinella Melandri, che ha rivolto un ringraziamento personale al segretario uscente Costantino Ricci per il lavoro compiuto - mi onora e mi impegna con umiltà e spirito di servizio in un contesto generale di grande complessità. Stiamo attraversando trasformazioni epocali, in cui gli schemi a noi noti non bastano più ma non abbiamo ancora chiaro il nuovo schema di gioco. Il cambiamento climatico, la digitalizzazione, i cambiamenti demografici, la dimensione delle diseguaglianze e ora il Covid trovano l’Italia impreparata ed arretrata a causa della carenza di strategie e di una programmazione di medio/lungo periodo. Sono deficit certamente non imputabili solo agli ultimi governi (il nostro Piano per il Lavoro risale al 2013), ma frutto di una miopia politica più che ventennale che ha privilegiato il consenso immediato, le politiche neoliberiste, la logica degli incentivi a pioggia anziché un ruolo attivo, di regolazione e di selezione da parte dello Stato in economia”.

Gli effetti della pandemia sul lavoro in provincia di Ravenna: “La crisi indotta dalla pandemia ha portato nella nostra provincia ad avere oltre 40.000 lavoratori in cassa integrazione: quasi un terzo degli addetti. Dopo la ripresa delle attività in estate, i cassaintegrati si sono ridotti a 3.000 per poi raddoppiare nuovamente in queste settimane a seguito dei provvedimenti legati alla seconda ondata. Vedremo le conseguenze sull’occupazione stabile quando terminerà il blocco dei licenziamenti, e saranno tutte da gestire. Già però vediamo le conseguenze sull’occupazione tipica di un territorio con forte vocazione alla stagionalità, come il turismo e l’agricoltura. Abbiamo registrato 5.400 nuove assunzioni in meno rispetto al 2019, e rapporti di lavoro più brevi, aumento di lavoro grigio e nero, che si ribalteranno negativamente su trattamenti Naspi e di disoccupazione. Ci aspettano mesi difficili, nei quali la povertà ed il disagio sociale aumenteranno”.

Le sfide che attendono il territorio: “Ravenna ha tutte le carte in regola – dice Marinella Melandri - per candidarsi a guidare la transizione energetica del paese e della regione, per diventare un hub ambientale, mettendo le importanti conoscenze e competenze presenti al servizio di grandi investitori, che vogliano impegnarsi per la decarbonizzazione, la riconversione al metano, il passaggio alle fonti rinnovabili, il rilancio delle multiutility, per l’economia circolare. Abbiamo letto sulla stampa di progetti che parlano di captazione dell’anidride carbonica, di idrogeno verde, di campo eolico, di trattamento di rifiuti industriali. Sono novità importanti ma finora è mancata ogni forma di coinvolgimento sindacale che consenta di valutare le concrete le ricadute occupazionali, ambientali e di ricchezza per il territorio. Tutto questo mentre si perdono posti di lavoro qualificati e vediamo il disimpegno dei grandi player internazionali, a partire da Eni. L’avvio dei lavori di approfondimento del porto da poco assegnati, dopo tanti anni, deve raccordarsi con altri interventi infrastrutturali in modo da costruire canali logistici che colleghino l’Adriatico con il Centro Europa e con la l’intera regione privilegiando il trasporto su ferro e sviluppando attrattività, così da mettere a valore le aree retroportuali per insediamenti industriali all’avanguardia.

Siamo di fronte a nuove opportunità: non possiamo permetterci di non coglierle, mettendo al centro la salvaguardia dell’occupazione e la creazione di lavoro qualificato. Per questo abbiamo chiesto alle istituzioni un tavolo di confronto, partecipato dalla Regione, che faccia da regia per un grande piano di investimenti, che preveda un protocollo per gli appalti privati, da aggiungere a quello sugli appalti pubblici, ed un’azione generalizzata per promuovere la legalità, la sicurezza sul lavoro ed il contrasto ad ogni tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata".

"Ogni afflusso straordinario di risorse e ogni fase di crisi rappresentano, per la criminalità, opportunità di penetrazione che devono trovare l’intera comunità opporsi convintamente: non mancano anche nella nostra provincia inchieste che hanno dimostrato la permeabilità del sistema imprenditoriale. Il confronto costante con i soggetti istituzionali chi ha consentito in questi anni di rafforzare le relazioni e di creare le condizioni per un salto di qualità nella contrattazione sociale territoriale: ora dobbiamo presidiare ed esigere i tanti accordi fatti, a partire da quelli sulle politiche di bilancio e con i Distretti, con i quali abbiamo concordato le linee di intervento ma siamo ancora carenti nell’esigerne i risultati in modo da essere riconosciuti come soggetto di riferimento sulle tematiche sociali anche da parte di lavoratori pensionati".

In questi anni, "insieme alle categorie dei pensionati (Spi) e della Funzione Pubblica (Fp) e in coordinamento con le Camere del lavoro della Romagna, abbiamo presidiato la realizzazione dell’Ausl Romagna: un’esperienza ancora in divenire. Pur nella straordinarietà della fase, dobbiamo continuare a lavorare per la qualificazione, l’omogeneità e la prossimità delle risposte in ambito ospedaliero, ma soprattutto dobbiamo esigere quello sviluppo della sanità territoriale e della prevenzione che sono risultati largamente insufficienti nell’emergenza. I nostri ospedali, seppur concentrando le specializzazioni, devono essere al servizio dei Distretti che devono essere il fulcro dell’organizzazione sanitaria, sviluppando politiche di presa in carico basate sulla prevenzione, sulla domiciliarità, sull’integrazione sociale, sullo sviluppo della telemedicina e delle opportunità che le nuove tecnologie mettono a disposizione della sanità e dell’assistenza”.

Congratulazioni per la nomina sono venute dal sindaco Michele de Pascale: “I miei migliori auguri di buon lavoro per questo importante incarico. Un ringraziamento a Costantino Ricci per questi suoi oltre trent’anni di impegno alla Camera del Lavoro”.

"La Cgil di Ravenna entra nella storia, perché Marinella è la prima donna ad assumere questo incarico nel ravennate", commenta Charles Tchameni Tchieng, presidente dell'associazione Terzo Mondo. "Ho avuto nell'ambito del volontariato la possibilità di collaborare e condividere svariati progetti di cooperazione e di solidarietà con la Cgil avendo come referente del sindacato la neo segretaria. Una grande lavoratrice, sensibile, dinamica, professionale e tenace. Merita pienamente questo traguardo, raggiunto con la fiducia dell'assemblea generale Cgil, che l'ha eletta con ben 93% favorevoli. Un ringraziamento speciale a Costantino Ricci per l'impegno in questi anni di attività in Cgil, che lascia perché chiamato a un nuovo incarico al livello regionale. Mi associo ai miei collaboratori per augurare a tutti due un buon lavoro".



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