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06/08/2026
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31/07/2026
Il porto cresce, ma per completare la trasformazione servono altri 500 milioni
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29/07/2026
Ponte mobile chiuso dall'1 al 14 settembre
per lavori di manutenzione straordinaria. Sarà messa a punto la viabilità alternativa
28/07/2026
Droni e Sup elettrici per i salvataggi, ma il moscone resta il simbolo della sicurezza in mare
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28/07/2026
Verso un sistema portuale regionale
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28/07/2026
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28/07/2026
Gasolio alle stelle, imprese sotto pressione
CNA Fita «Pugno duro contro le speculazioni»
28/07/2026
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23/07/2026
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23/07/2026
Economia
Imprese tra guerre e dazi: segnali di tenuta e crescita moderata
Guberti: «Serve un patto generazionale tra esperienza e innovazione». Tiene la manifattura, edilizia in crescita, export in ripresa (+3,5%). Prometeia stima per il 2026 un +0,9% dell’economia provinciale
30 marzo 2026 -
Tra guerre, dazi e incertezza le imprese ravennati non hanno alcuna voglia di mollare. Tiene l’Industria manifatturiera, trend positivo per l’Edilizia, rallenta il Commercio al dettaglio. Export in ripresa (+3,5%), mentre gli Scenari delle economie locali realizzati da Prometeia confermano, per l’economia ravennate, una previsione di crescita del valore aggiunto, per il 2026, del +0,9%.
Questi i dati principali diffusi il 30 marzo, alla presenza di Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio, di Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna, di Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna, e dei vertici di Istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio nell’ambito della riunione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali.
“Quando chiude l'impresa si spegne il territorio, e non possiamo permetterlo”. Così Giorgio Guberti, che ha aggiunto: “Oggi , talvolta, ancora manca la comprensione che quando cessa un’attività di impresa, viene meno l'intero ecosistema produttivo e sociale di cui quell'impresa era parte integrante. In gioco c’è la perdita silenziosa di un patrimonio produttivo che il territorio ha impiegato decenni a costruire e che difficilmente riuscirà a ripristinare. L’impresa è un bene di comunità, non è un'isola, è il nodo di una rete in cui relazioni economiche e legami sociali si intrecciano in modo indissolubile. Anche per questo offriamo quotidianamente opportunità sia alle imprese nascenti sia a quelle già avviate per favorire collaborazioni, promuovendo, in particolare, l’implementazione dell’intelligenza artificiale, di processi di Open Innovation e di internazionalizzazione.
Quando parliamo di scenari economici e di competitività delle imprese - ha proseguito il presidente della Camera di commercio - dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione sulle infrastrutture, con particolare riferimento alle criticità legate al trasporto stradale e ferroviario. Dopo l'attuazione della ZLS e i consistenti investimenti legati al progetto Hub portuale, è necessario portare all'attenzione del Governo le infrastrutture prioritarie per il territorio, in una nuova visione della mobilità emiliano-romagnola che deve diventare, con l’impegno di tutti, al più presto realtà. Altro elemento vitale per lo sviluppo, i giovani. Viviamo in un’epoca in cui ogni innovazione si misura in mesi, dove un algoritmo può cambiare un’economia.
E allora serve un patto generazionale tra chi ha la visione del domani e chi ha costruito l’esperienza di ieri. I giovani portano la velocità, la padronanza dei linguaggi digitali, la spinta verso il nuovo. Le generazioni più esperte portano la visione d’insieme, la profondità, la capacità di trasformare il cambiamento in valore”.
"Intervengo oggi in un momento storico che non concede tregua. Vista la complessa congiuntura internazionale, segnata da conflitti che non accennano a spegnersi, venti di protezionismo e dazi che minacciano i mercati – ha dichiarato Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna - l’incertezza sembra essere l’unica costante del nostro tempo. Eppure, davanti a questo scenario, i dati che presentiamo oggi ci dicono una cosa fondamentale: le imprese ravennati non hanno alcuna voglia di mollare. C’è una forza profonda che muove il nostro tessuto economico, una capacità di reazione che definirei tipicamente nostra, lo abbiamo dimostrato anche in tempi di crisi ed emergenze, basti pensare alle alluvioni che hanno colpito i nostri territori, lo dimostriamo anche sul piano economico. Questa non è solo statistica; è la prova di un ecosistema che rifiuta di spegnersi perché sa che, quando chiude un’impresa, si spegne un pezzo di territorio e di comunità".
Tornando all’indagine della Camera di commercio, le informazioni provenienti dall’indagine congiunturale camerale tra le imprese fino a 500 dipendenti, relativamente al 2025, registrano la tenuta dell’attività dell’industria manifatturiera ravennate: produzione industriale +0,9%, ordini +0,7%, +2,5% quelli dall’estero. Recupera rispetto al 2024, grazie all’impulso dato dagli indicatori del quarto trimestre (produzione +2,4%; fatturato +1,4%; ordini +1,9% e ordini dall’estero +3%), ma in rallentamento rispetto agli andamenti realizzati nel triennio 2021-2023 e con forti discontinuità settoriali. Prosegue invece il trend in discesa a livello regionale per l’attività produttiva (-0,7%).
In maggiore difficoltà le attività artigiane manifatturiere (produzione -2,4%, nel confronto con il 2024; ordini -2,7%), mostrando però valori meno pesanti rispetto a quelli registrati l’anno precedente (rispettivamente, -4,3% e -4%).
La dinamica tendenziale del comparto delle costruzioni ravennate si mantiene positiva (+1,5% per il volume d’affari nella media tendenziale del 2025) dimostrando così che il settore delle costruzioni ha saputo reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari, ma la tendenza evidenzia una riduzione della velocità rispetto al +2,7% realizzato mediamente nel 2024. Il trend favorevole si è riscontrato per il nono trimestre consecutivo (+0,9% la variazione tendenziale del quarto trimestre del 2025, rispetto al corrispondente trimestre del 2024), lasciandosi però alle spalle la forte crescita del biennio 2021-2022, in quanto la riduzione delle detrazioni fiscali (ex 110%) ha comportato un netto calo negli investimenti per il recupero abitativo.
Nella media dell’anno 2025, il volume d’affari dell’artigianato edile resiste con un debole +0,4%, mettendo in evidenza forti instabilità infra-annuali e che maggiormente ha risentito della diminuzione nelle opere di ristrutturazione. Il fatturato medio regionale delle costruzione non riprende slancio (-0,7%), come pure l’artigianato edile (-1,4%).
Il commercio al dettaglio ravennate realizza per le vendite un debole +0,4%, scoraggiato dall'inflazione e consumi prudenti, risultato di andamenti contrastanti nei settori: per commercio al dettaglio di prodotti alimentari +0,9%, più colpito dall’inflazione, assieme alla grande distribuzione organizzata; Ipermercati, supermercati e grandi magazzini +1,7%; commercio non alimentare -0,2%. Trend ancora più frenato in regione con un -0,3% in ragione d’anno.
I dati di fonte regionale relativi al turismo nel 2025, al confronto con il 2024, delineano un quadro molto positivo per la provincia di Ravenna: 1.749.275 gli arrivi (+9% sul 2024) e 7.241.692 le presenze (+6,1%). È stato un anno favorevole per il turismo ravennate che vede premiato sia il mare sia la città d’arte e con risultati incoraggianti anche per gli altri centri della provincia.
Gli indicatori del commercio internazionale di fonte Istat confermano la ripresa dell’export delle imprese ravennati, grazie alla loro capacità di reagire e di riposizionarsi, nonostante i dazi USA ed il clima di incertezza che caratterizza sempre di più lo scenario internazionale. Nel 2025, hanno infatti messo in evidenza un ulteriore incremento tendenziale del +3,5%, rispetto all’anno precedente, crescita in linea con quella dell’export nazionale (+3,3%) e più intensa rispetto a quella regionale (+1,3%); inoltre, in ambito regionale, dopo Parma (+5,3%), Ravenna è la provincia con maggior crescita tendenziale dell’export. Complessivamente, da gennaio a dicembre del 2025, sono state esportate merci per un valore pari a circa 5.738,4 milioni di Euro (a valori correnti) e la crescita tendenziale rilevata, equivale a quasi 194,8 milioni di Euro in più rispetto all’anno prima.
Continua in positivo l’andamento dell’export verso l’Europa ed in particolare verso i Paesi UE, grazie al proseguimento della ripresa del commercio verso la Germania (+6,3%), primo partner commerciale della provincia, confermandone la centralità per le imprese ravennati. Per gli USA, scesi al quarto posto come paese di sbocco delle imprese esportatrici ravennati, nell’anno in esame, l’export ha perso ulteriore slancio (-31,1%).
Per Prometeia, infine, l’economia ravennate segnerà, per il 2026, un +0,9%.
INFOGRAFICA
© copyright la Cronaca di Ravenna
Questi i dati principali diffusi il 30 marzo, alla presenza di Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio, di Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna, di Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna, e dei vertici di Istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio nell’ambito della riunione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali.
“Quando chiude l'impresa si spegne il territorio, e non possiamo permetterlo”. Così Giorgio Guberti, che ha aggiunto: “Oggi , talvolta, ancora manca la comprensione che quando cessa un’attività di impresa, viene meno l'intero ecosistema produttivo e sociale di cui quell'impresa era parte integrante. In gioco c’è la perdita silenziosa di un patrimonio produttivo che il territorio ha impiegato decenni a costruire e che difficilmente riuscirà a ripristinare. L’impresa è un bene di comunità, non è un'isola, è il nodo di una rete in cui relazioni economiche e legami sociali si intrecciano in modo indissolubile. Anche per questo offriamo quotidianamente opportunità sia alle imprese nascenti sia a quelle già avviate per favorire collaborazioni, promuovendo, in particolare, l’implementazione dell’intelligenza artificiale, di processi di Open Innovation e di internazionalizzazione.
Quando parliamo di scenari economici e di competitività delle imprese - ha proseguito il presidente della Camera di commercio - dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione sulle infrastrutture, con particolare riferimento alle criticità legate al trasporto stradale e ferroviario. Dopo l'attuazione della ZLS e i consistenti investimenti legati al progetto Hub portuale, è necessario portare all'attenzione del Governo le infrastrutture prioritarie per il territorio, in una nuova visione della mobilità emiliano-romagnola che deve diventare, con l’impegno di tutti, al più presto realtà. Altro elemento vitale per lo sviluppo, i giovani. Viviamo in un’epoca in cui ogni innovazione si misura in mesi, dove un algoritmo può cambiare un’economia.
E allora serve un patto generazionale tra chi ha la visione del domani e chi ha costruito l’esperienza di ieri. I giovani portano la velocità, la padronanza dei linguaggi digitali, la spinta verso il nuovo. Le generazioni più esperte portano la visione d’insieme, la profondità, la capacità di trasformare il cambiamento in valore”.
"Intervengo oggi in un momento storico che non concede tregua. Vista la complessa congiuntura internazionale, segnata da conflitti che non accennano a spegnersi, venti di protezionismo e dazi che minacciano i mercati – ha dichiarato Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna - l’incertezza sembra essere l’unica costante del nostro tempo. Eppure, davanti a questo scenario, i dati che presentiamo oggi ci dicono una cosa fondamentale: le imprese ravennati non hanno alcuna voglia di mollare. C’è una forza profonda che muove il nostro tessuto economico, una capacità di reazione che definirei tipicamente nostra, lo abbiamo dimostrato anche in tempi di crisi ed emergenze, basti pensare alle alluvioni che hanno colpito i nostri territori, lo dimostriamo anche sul piano economico. Questa non è solo statistica; è la prova di un ecosistema che rifiuta di spegnersi perché sa che, quando chiude un’impresa, si spegne un pezzo di territorio e di comunità".
Tornando all’indagine della Camera di commercio, le informazioni provenienti dall’indagine congiunturale camerale tra le imprese fino a 500 dipendenti, relativamente al 2025, registrano la tenuta dell’attività dell’industria manifatturiera ravennate: produzione industriale +0,9%, ordini +0,7%, +2,5% quelli dall’estero. Recupera rispetto al 2024, grazie all’impulso dato dagli indicatori del quarto trimestre (produzione +2,4%; fatturato +1,4%; ordini +1,9% e ordini dall’estero +3%), ma in rallentamento rispetto agli andamenti realizzati nel triennio 2021-2023 e con forti discontinuità settoriali. Prosegue invece il trend in discesa a livello regionale per l’attività produttiva (-0,7%).
In maggiore difficoltà le attività artigiane manifatturiere (produzione -2,4%, nel confronto con il 2024; ordini -2,7%), mostrando però valori meno pesanti rispetto a quelli registrati l’anno precedente (rispettivamente, -4,3% e -4%).
La dinamica tendenziale del comparto delle costruzioni ravennate si mantiene positiva (+1,5% per il volume d’affari nella media tendenziale del 2025) dimostrando così che il settore delle costruzioni ha saputo reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari, ma la tendenza evidenzia una riduzione della velocità rispetto al +2,7% realizzato mediamente nel 2024. Il trend favorevole si è riscontrato per il nono trimestre consecutivo (+0,9% la variazione tendenziale del quarto trimestre del 2025, rispetto al corrispondente trimestre del 2024), lasciandosi però alle spalle la forte crescita del biennio 2021-2022, in quanto la riduzione delle detrazioni fiscali (ex 110%) ha comportato un netto calo negli investimenti per il recupero abitativo.
Nella media dell’anno 2025, il volume d’affari dell’artigianato edile resiste con un debole +0,4%, mettendo in evidenza forti instabilità infra-annuali e che maggiormente ha risentito della diminuzione nelle opere di ristrutturazione. Il fatturato medio regionale delle costruzione non riprende slancio (-0,7%), come pure l’artigianato edile (-1,4%).
Il commercio al dettaglio ravennate realizza per le vendite un debole +0,4%, scoraggiato dall'inflazione e consumi prudenti, risultato di andamenti contrastanti nei settori: per commercio al dettaglio di prodotti alimentari +0,9%, più colpito dall’inflazione, assieme alla grande distribuzione organizzata; Ipermercati, supermercati e grandi magazzini +1,7%; commercio non alimentare -0,2%. Trend ancora più frenato in regione con un -0,3% in ragione d’anno.
I dati di fonte regionale relativi al turismo nel 2025, al confronto con il 2024, delineano un quadro molto positivo per la provincia di Ravenna: 1.749.275 gli arrivi (+9% sul 2024) e 7.241.692 le presenze (+6,1%). È stato un anno favorevole per il turismo ravennate che vede premiato sia il mare sia la città d’arte e con risultati incoraggianti anche per gli altri centri della provincia.
Gli indicatori del commercio internazionale di fonte Istat confermano la ripresa dell’export delle imprese ravennati, grazie alla loro capacità di reagire e di riposizionarsi, nonostante i dazi USA ed il clima di incertezza che caratterizza sempre di più lo scenario internazionale. Nel 2025, hanno infatti messo in evidenza un ulteriore incremento tendenziale del +3,5%, rispetto all’anno precedente, crescita in linea con quella dell’export nazionale (+3,3%) e più intensa rispetto a quella regionale (+1,3%); inoltre, in ambito regionale, dopo Parma (+5,3%), Ravenna è la provincia con maggior crescita tendenziale dell’export. Complessivamente, da gennaio a dicembre del 2025, sono state esportate merci per un valore pari a circa 5.738,4 milioni di Euro (a valori correnti) e la crescita tendenziale rilevata, equivale a quasi 194,8 milioni di Euro in più rispetto all’anno prima.
Continua in positivo l’andamento dell’export verso l’Europa ed in particolare verso i Paesi UE, grazie al proseguimento della ripresa del commercio verso la Germania (+6,3%), primo partner commerciale della provincia, confermandone la centralità per le imprese ravennati. Per gli USA, scesi al quarto posto come paese di sbocco delle imprese esportatrici ravennati, nell’anno in esame, l’export ha perso ulteriore slancio (-31,1%).
Per Prometeia, infine, l’economia ravennate segnerà, per il 2026, un +0,9%.
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