Emilia-Romagna, il Pil cresce dello 0,6% nel 2025 e accelera nel 2026 | la CRONACA di RAVENNA

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Economia

Emilia-Romagna, il Pil cresce dello 0,6% nel 2025 e accelera nel 2026

Previsioni Unioncamere su dati Prometeia: trainano consumi e investimenti, export in ripresa nel 2026 e mercato del lavoro ancora solido

04 febbraio 2026 -

Nel 2025 il Prodotto Interno Lordo dell’Emilia-Romagna è cresciuto del +0,6%. A sostenerlo la domanda interna con una lieve accelerazione dei consumi (+0,8%) ed una più marcata degli investimenti (+3,3%), a fronte di una nuova riduzione delle esportazioni (-2,2%).

Il ritmo dell’attività economica dovrebbe accelerare lievemente anche nel 2026 portando ad una crescita del Pil dello 0,8%. È previsto un rallentamento nel trend di crescita di consumi (+0,6%) ed investimenti (+2,1%), ed una contenuta crescita delle esportazioni (+1,2%).

È quanto emerge dall’esame dell’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna delle previsioni macroeconomiche regionali elaborate a gennaio 2026 sulla base degli “Scenari per le economie locali” elaborati da Prometeia.

Previsioni Pil Emilia-Romagna

La crescita del prodotto interno lordo regionale dovrebbe aver lievemente accelerato nel 2025 portandosi a +0,6%. A sostenerla la domanda interna con una lieve accelerazione dei consumi (+0,9%) ed una più marcata degli investimenti (+3,3%) a fronte di una nuova riduzione delle esportazioni (-2,2%).

Il ritmo dell’attività economica dovrebbe accelerare lievemente anche nel 2026 facendo salire il Pil dello 0,8%, con un rallentamento nella tendenza di crescita di consumi (+0,6%) ed investimenti (+2,1%), ma soprattutto una contenuta crescita delle esportazioni (+1,2%).

Il confronto fra l’Emilia-Romagna, l’Italia e l’area euro

La crescita del prodotto interno lordo italiano si è confermata nel 2025 al +0,6% e dovrebbe salire lievemente allo 0,7% nel 2026.

Nella classifica della crescita delle regioni italiane nel 2025 al primo posto dovrebbe essersi collocata la Lombardia insieme al Molise (+0,7%), mentre l’Emilia-Romagna dovrebbe essere risultata seconda a pari merito con Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna.

Nel 2026 la classifica della crescita economica delle regioni italiane dovrebbe essere guidata da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna a pari merito (+0,8%).

In un’ottica europea, la dinamica della crescita del Pil dell’area dell’euro è risultata superiore a quella regionale l’anno scorso (+1,4%) e lo sarà anche nel 2026 (+1,2%).

Nel biennio, la crescita del Pil regionale risulterà lievemente superiore a quella della Germania, ma lievemente inferiore a quella della Francia e resterà ben lontana dal ritmo di sviluppo della Spagna, che, nonostante appaia in rallentamento, risulterà tre volte superiore a quello regionale nel 2026.

Previsioni consumi, investimenti ed esportazioni in Emilia-Romagna

Nel 2025 la crescita dei consumi delle famiglie ha lievemente accelerato (+0,9%) ma è prevista rallentare a +0,6% nel 2026.

Nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono stati in ripresa (+3,3%), ma nel 2026 il trend dovrebbe rallentare (+2,1%), a seguito della progressiva riduzione dei sostegni pubblici, in particolare, dei “bonus” a favore delle costruzioni e della chiusura del PNRR.

Le esportazioni regionali nel 2025 dovrebbero aver contenuto la tendenza discendente (-2,2%). Nel 2026 la tendenza biennale negativa dovrebbe cambiare e ricominciare a crescere leggermente in termini reali (+1,2%).

Previsioni: i settori

Nel 2025 il valore aggiunto reale prodotto dall’industria in senso stretto regionale dovrebbe essersi ripreso ed avere messo a segno un recupero (+0,8%), grazie al sostegno della domanda interna. Nel 2026 la crescita valore aggiunto industriale dovrebbe lievemente rallentare (+0,6%).

Nonostante la progressiva revisione dei “bonus”, nel 2025 è ripresa la crescita del valore aggiunto reale delle costruzioni (+2,4%), settore che è nuovamente risultato quello trainante della crescita regionale. Quest’anno l’ulteriore revisione dell’ampiezza dei bonus ed il termine dei lavori per i progetti connessi al PNRR dovrebbero condurre a un’inversione della tendenza che diverrà negativa aprendo la possibilità di una lieve recessione per le costruzioni (-0,2%).

Nel 2025 il valore aggiunto del complesso dei servizi dovrebbe essere cresciuto del +0,4%, a seguito della ripresa dei consumi e dell’attività nell’industria. Per il 2026 è previsto un ritmo leggermente più sostenuto (+0,9%). 

Il mercato del lavoro

Le forze di lavoro nel 2025 dovrebbero avere ripreso a crescere con decisione (+1,4%), ma la dinamica dovrebbe ridursi decisamente nel 2026 (+0,2%). Alla fine di quest’anno dovrebbero avere sostanzialmente la stessa consistenza del 2019.

Il tasso di attività, calcolato come quota della forza lavoro sulla popolazione presente in età di lavoro, nel 2025 dovrebbe essere risalito al 74,5% e non sono previste variazioni di rilievo nel 2026. 

Nel 2025 anche l’occupazione dovrebbe avere accelerato sensibilmente (+1,4%), allineandosi alla dinamica delle forze di lavoro. Ma nel 2026 è prevista ridursi sostanzialmente (+0,4%). Alla fine di quest’anno, l’occupazione risulterà leggermente superiore a quella del 2019 (+2,1%).

Il tasso di occupazione (calcolato come quota degli occupati sulla popolazione presente in età di lavoro) dovrebbe essere risalito fino al 71,3% nel 2025 per poi portarsi nel 2026 al 71,6%. 

Il tasso di disoccupazione nel 2025 dovrebbe essere rimasto stabile al 4,3%. Nel 2026 grazie ad una maggiore tenuta della dinamica dell’occupazione rispetto a quella della forza lavoro dovrebbe scendere fino al 4,1%.

Lo studio completo sul sito di Unioncamere Emilia-Romagna www.ucer.camcom.it




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CNA