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Politica

Zona rossa nell'area della stazione ferroviaria, la proposta approda in Consiglio comunale

Ancisi chiede al Prefetto di valutare l’istituzione di un’area a speciali misure di sicurezza contro degrado e microcriminalità

28 gennaio 2026 -

La proposta di istituire una zona rossa urbana nell’area della stazione ferroviaria arriva all’attenzione del Consiglio comunale. A illustrarla è Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, che richiama l’esperienza avviata a livello nazionale a partire dalla fine di dicembre 2024, quando – su direttiva del Ministero dell'Interno – i prefetti hanno potuto istituire, a tempo determinato, le cosiddette zone rosse urbane per contrastare degrado e microcriminalità.

Le zone rosse sono aree cittadine sottoposte a speciali misure di sicurezza, già attivate in numerose metropoli e città italiane, dove in diversi casi sono stati registrati risultati giudicati positivi. La loro disciplina è destinata a rafforzarsi ulteriormente con il nuovo Pacchetto sicurezza del Ministero dell’Interno, attualmente in fase di discussione in Consiglio dei Ministri e successivo passaggio parlamentare.

Il provvedimento prevede infatti la stabilizzazione delle zone rosse, in particolare in prossimità delle stazioni ferroviarie, non più solo per situazioni eccezionali e urgenti, ma anche per ristabilire condizioni di pubblica sicurezza compromesse. In queste aree sarà vietato permanere a soggetti responsabili di reati contro la persona o il patrimonio, porto d’armi o di oggetti atti ad offendere, spaccio di droga, comportamenti violenti, molesti o minacciosi, messa in pericolo dei cittadini o ostacolo alla fruibilità degli spazi.

Ancisi richiama l’esperienza del Veneto, regione ritenuta assimilabile alla Romagna per prossimità geografica, livello socio-economico, welfare e caratteristiche ambientali e climatiche. Qui sei capoluoghi di provincia, esclusa Belluno, sono stati dotati di almeno una zona rossa. Sono tuttora in vigore, anche dopo rinnovi, quelle di Padova, Vicenza, Verona e Rovigo; sono invece scadute con esito positivo quelle di Treviso e di Venezia, inclusi Jesolo e Marghera.

Il sindaco di Treviso, presidente di ANCI Veneto, ha dichiarato: «Il giudizio dei cittadini è positivo. Oltre a controlli più frequenti, le zone rosse dotano le forze dell’ordine di maggiori strumenti per l’allontanamento di individui che minacciano la pubblica sicurezza e che nella mia città non sono più tornati nell’area ferroviaria, con grande sollievo anche dei commercianti e agendo pure sulla percezione dei cittadini».
Anche secondo il prefetto di Venezia, le zone rosse hanno prodotto un esito soddisfacente, garantendo un miglior presidio delle aree problematiche, l’allontanamento immediato dei soggetti che ne impedivano la fruizione serena e tenendo lontani borseggiatori, spacciatori e individui con precedenti per molestie sessuali.

Alla luce di queste esperienze, Ancisi collega il tema alla situazione ravennate. «L’intensificarsi in zona stazione ferroviaria di Ravenna, addirittura anche all’interno della stazione, di una situazione di grave insicurezza, con il ripetersi costante di fatti illegali o delittuosi – afferma – suggerisce l’opportunità, vista anche la disponibilità del governo nazionale a rafforzare la diffusione delle zone rosse, che ne sia istituita una anche in tale contesto». Da qui la richiesta di «rappresentare al Prefetto la valutazione della fattibilità» di una zona rossa urbana nell’area della stazione.

La proposta si conclude con un atto formale rivolto all’aula: il Consiglio comunale è chiamato a dare mandato al sindaco e alla giunta affinché si facciano promotori dell’iniziativa, «ristabilire condizioni di sicurezza e vivibilità in uno degli snodi più sensibili della città».




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