Notizie dal porto
Riforma dei porti: il 22 dicembre il disegno di legge arriva in Consiglio dei Ministri
Il testo sulla Porti d’Italia spa avvia l’iter parlamentare ordinario
15/12/2025
In visita al TCR il nuovo direttore regionale delle Dogane Teresa Rosaria De Luca
Mingozzi: «Collaborazione preziosa e strategica per la crescita del porto». De Luca: «Massima attenzione a uno scalo tra i più importanti d’Italia»
11/12/2025
Bond da 20 milioni di euro emesso da Rosetti Marino
Per sostenere nuovi investimenti in efficientamento energetico, promozione dello sviluppo sostenibile e green economy, e nuove iniziative per la crescita del Gruppo in Italia e all’estero
11/12/2025
Traffici ancora in crescita (+8,6%) nei primi undici mesi dell'anno
Bene i container (+6,4%). A novembre si stima un +14,5%
05/12/2025
Ravenna celebra Santa Barbara: Marina Militare e Vigili del Fuoco insieme per onorare i custodi della sicurezza
Messa congiunta in Cattedrale con autorità civili e militari. Consegnate targhe di benemerenza a religiosi, volontari, agenti e bagnini che si sono distinti per coraggio, solidarietà e servizio alla comunità
04/12/2025
Quadruplicamento della linea ferroviaria Bologna-Castel Bolognese, oggi la prima riunione
Il Tavolo interistituzionale coordinerà il confronto sullo sviluppo del progetto di fattibilità tecnico-economica
01/12/2025
In Emilia-Romagna una Blue Economy da 14,9 miliardi: Romagna protagonista con Ravenna al centro
Ravenna genera 936 milioni di valore aggiunto e un quinto dell’occupazione marittima regionale. Rimini guida con il 32,1%, confermando la costa romagnola come baricentro dell’economia blu
01/12/2025
Fondo esodo portuali, al MIT nasce un tavolo permanente. Rixi: «Criticità da risolvere, non è un problema politico»
Al presidio di Roma hanno partecipato sindacati e associazioni datoriali. Il vice ministro annuncia approfondimenti su platea e accantonamento dell’1% delle AdSP. Missiroli (Uiltrasporti): «Serve l’impegno di tutti per rendere il Fondo operativo»
01/12/2025
Ravenna guarda a Est e al Mediterraneo: Benevolo punta su cereali, energia e agroindustria
Questi i punti di forza per fare del porto uno snodo logistico nazionale. Traffici di novembre +10%, nei primi undici mesi dell'anno +9%
27/11/2025
Impianto fotovoltaico da 37,16 MWP in via Trieste nell'area ex Sarom, a dicembre partono i lavori
Renco: un passo decisivo verso l'autoproduzione energetica e la riduzione delle emissioni
24/11/2025
Cronaca
Sciopero nelle farmacie private, adesione all’80% in provincia
Alta partecipazione alla mobilitazione nazionale: i sindacati chiedono il rinnovo del contratto e maggior riconoscimento per chi lavora nei presidi sanitari di prossimità
Grande partecipazione allo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private, che nella mattinata di giovedì 6 novembre hanno incrociato le braccia per l’intero turno di lavoro, aderendo al presidio organizzato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs davanti alla sede provinciale di Federfarma a Ravenna.
Secondo i sindacati, l’adesione nella provincia ha raggiunto l’80% del personale, con numerose farmacie rimaste chiuse e altre aperte solo grazie alla presenza dei titolari. Una mobilitazione, spiegano le sigle, che vuole “rompere il silenzio” su un contratto nazionale scaduto da oltre quindici mesi e ancora fermo al palo.
La trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), scaduto nell’agosto 2024, è ferma. I sindacati accusano Federfarma di mostrarsi indisponibile a riconoscere incrementi retributivi in linea con l’aumento del costo della vita e a prevedere soluzioni normative adeguate al ruolo che questi lavoratori svolgono ogni giorno al servizio della salute pubblica.
Nonostante le numerose mobilitazioni già promosse nei mesi scorsi, Federfarma non ha modificato le proprie posizioni: nessun miglioramento economico, nessun riconoscimento della professionalità e dei diritti individuali.
Il contratto è scaduto da 15 mesi e la rottura della trattativa è totale. Federfarma continua a negare l’adeguamento salariale all’inflazione e il riconoscimento del nuovo ruolo sanitario assunto dai dipendenti, che oggi svolgono funzioni cruciali come vaccinazioni, tamponi e test diagnostici, trasformando la farmacia nel primo presidio territoriale di assistenza.
Al posto di un dialogo costruttivo, la federazione datoriale ha scelto la linea della chiusura. Nelle ultime ore - denunciano i sindacati - Federfarma ha diffuso circolari intimidatorie e informazioni fuorvianti per scoraggiare la partecipazione allo sciopero, un comportamento che mina le relazioni sindacali e ignora le legittime rivendicazioni di un’intera categoria.
«Le lavoratrici e lavoratori delle farmacie sono passati dall’essere gli eroi della pandemia ai dipendenti invisibili di oggi”, dichiarano le rappresentanze territoriali di Filcams, Fisascat e UILTuCS. “Il 6 novembre sciopereranno per la dignità della loro professione. Le loro responsabilità sanitarie, dalle consulenze ai vaccini, crescono ogni giorno. È ora che il contratto se ne accorga e gli riconosca il giusto valore. Un contratto dignitoso non è uno slogan: è una necessità per fermare la fuga dei professionisti dal settore».
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