Imprese, tra gennaio e marzo sono aumentate le aperture e calate le chiusure | la CRONACA di RAVENNA

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Petri (Assoporti) a LETEXPO: «I porti italiani infrastruttura strategica per l’economia del Paese»

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Mingozzi (PRI): «Quel gas dell'Adriatico che oggi ci farebbe comodo...»

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Il Ministero in visita al porto di Ravenna: confronto sulle priorità dello scalo

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Capitale italiana del Mare 2026. Il sindaco: «Ravenna al centro della blue economy»

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Economia

Imprese, tra gennaio e marzo sono aumentate le aperture e calate le chiusure

Crescono le società di capitale (+0,31%), calano invece le imprese individuali (-0,18%) bene le imprese giovanili (+5,1%) e straniere (+1,3%). Lieve riduzione delle imprese femminili (-0,4%)

13 maggio 2025 -

Aperture in aumento (697, pari al 6,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2024), chiusure in calo (786, lo 0,9% in meno dell’anno precedente) con un bilancio nei primi 3 mesi di quest’anno, quello dell’anagrafe delle imprese ravennati, di poco negativo (tra le flessioni più contenute fra quelle rilevate nell’ultimo decennio), con un saldo tra aperture e chiusure che si attesta a -89 unità, pari ad un tasso del -0,24%, a fronte del -0,15% dell’Emilia Romagna e del -0,05% dell’Italia. Bene i Servizi, soffrono Manifattura, Commercio e Agricoltura. Crescono le imprese più tecnologiche e si irrobustiscono le start-up innovative. A fine marzo 2025, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna si attesta sulle 36.376 unità. Queste alcune delle evidenze che emergono dai dati Movimprese sull’andamento della demografia delle imprese nel primo trimestre, elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base del Registro delle imprese.

«La complessità è la misura del presente. La geopolitica incide sempre di più sulle strategie aziendali e alle imprese servono chiavi di lettura di una realtà sempre più complessa e in evoluzione, oltre che di interventi efficaci che ne tutelino la competitività, a vantaggio dell’interesse generale, e ne accompagnino le trasformazioni». Così Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto: «In un contesto globale segnato da conflitti e da trasformazioni, le nostre imprese continuano ad essere motori di innovazione, di competitività e di internazionalizzazione. Obiettivo della Camera di commercio quello di rafforzarne il radicamento e attrarne di nuove, rimuovendo gli ostacoli che ancora scoraggiano gli investimenti. Per farlo, serve agire con decisione su quattro leve: semplificare la burocrazia per facilitare chi investe, puntare sul capitale umano per offrire competenze adeguate alle sfide tecnologiche, trattenere chi ha già investito, dare piena operatività alla Zona Logistica Semplificata».

Tornando all’indagine della Camera di commercio, si registra la crescita delle società di capitali (+0,31%), che si segnalano come l’unica forma giuridica d’impresa a chiudere il trimestre con un saldo positivo (+29 unità), mentre continuano a contrarsi le imprese individuali (-35), le società di persone (-67) e le altre forme (-16 unità). La forma giuridica preferita dagli imprenditori ravennati è, ancora oggi, l’impresa individuale, che corrisponde al 52,9%. A livello settoriale, al netto delle cancellazioni d’ufficio, il dato più positivo arriva dai Servizi alle imprese, che segnano complessivamente un saldo di +28 unità; al suo interno, emergono le performance dell’attività di Noleggio, agenzie viaggio e servizi di supporto alle imprese (+29 imprese e +2,6%  in termini relativi rispetto alla fine di dicembre scorso) ed i Servizi professionali, scientifici e tecnici (+11 unità e +0,8%) consolidando una tendenza di fondo che premia le attività ad alto contenuto intellettuale e di consulenza. Si sono distinte per un buon aumento della compagine imprenditoriale anche le Attività finanziarie (+16 imprese, +2%); a seguire, per i Servizi alle persone, Istruzione (+1, +0,7%), Attività artistiche, sportive, intrattenimento e divertimento (+3 e +0,3%) e le Altre attività dei servizi con una impresa in più (+0,1%). L’Edilizia, dopo la chiusura del capitolo dei superbonus, ha rallentano notevolmente il suo effetto trainante ma continua ancora a fornire un contributo positivo con 4 aziende in più (con variazione percentuale trimestrale dello stock pari a +0,1%). Continua invece la flessione di comparti tradizionali come il Commercio (39 imprese in meno, per una variazione dello stock di -0,5%), l’Agricoltura (-75 imprese, -1,2%) e la Manifattura (-22 imprese, -0,8%), a cui si accompagnano le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (-13 unità e -0,4%), Logistica (-1, -0,1%), Servizi ICT (-5,-0,8%), Attività immobiliari (-7, -0,3%) e Sanità (-7, -2%).

Stabile il comparto artigiano (-0,04%), che registra 268 nuove attività a fronte di 272 cessazioni. Al suo interno, sostengono il comparto i settori dell’Edilizia (+11 il saldo totale dello stock rispetto a fine 2024 e +0,3% la variazione percentuale trimestrale) e della Logistica (+5 unità e +0,7%). Per i servizi alle imprese, emergono i contributi delle Attività professionali e tecniche (+6, +3,7%) e dei Servizi di supporto (+5, +1,2%); per i servizi alle persone, le Attività artistiche e di intrattenimento (+3, +7%). In territorio negativo, la Manifattura (-15 imprese), le attività legate al Turismo (-11 unità) e Servizi ICT (-6).

Crescono le imprese giovanili (+5,1%, corrispondente ad un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni volontarie più che positivo e pari a +122 unità per le imprese capitanate da “under 35”) e le imprese straniere (+1,3% per un saldo pari a +61 unità); in calo le imprese femminili, con 33 attività in meno e un tasso trimestrale negativo pari a -0,4%, in miglioramento però rispetto al più pesante -0,86% conseguito nello stesso periodo del 2024.




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