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Economia

Economia, Ravenna tiene con un +0,2% ma aumentano le incertezze tra caro energia e dazi

I settori trainati dal turismo vanno bene, ma industria e costruzioni sono in difficoltà e l'export si è indebolito.

14 aprile 2025 -

L’economia ravennate tiene (+0,2%) e aspettative delle imprese che restano stabili ma aumentano le preoccupazioni per uno scenario internazionale di tensioni commerciali tra blocchi continentali. Bene i Servizi trainati dal Turismo, in difficoltà Industria e Costruzioni, Export debole. Questi i dati principali diffusi dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna. Fase di difficoltà della manifattura che emerge anche dalle informazioni provenienti dall’indagine congiunturale della Camera di commercio tra le imprese fino a 500 dipendenti. Nel quarto trimestre del 2024, a conferma del progressivo rallentamento dell’attività, è stata registrata una sostanziale conferma dei risultati ottenuti l’anno prima per la produzione industriale (-0,1%, al confronto con lo stesso periodo del 2023) e per il fatturato complessivo (+0,2%); i dati tendenziali inoltre attestano che la domanda (-1%) è stata sostenuta solo dalla tenuta degli ordini sul mercato internazionale (+0,1%), mentre è venuta a mancare il sostegno di quella domestica. Dopo un triennio  di andamenti positivi, per l’output produttivo dell’industria manifatturiera provinciale, il 2024 si è chiuso con una variazione media annua ferma a -0,5% (dopo il +3,9% fatto registrare nell’anno precedente), l’unico andamento produttivo con segno meno degli ultimi dieci anni, se si eccettua il crollo pandemico del 2020. Per l’artigianato manifatturiero ravennate i segnali di maggior sofferenza emergono con evidenza perché si rilevano indicatori medi annui quasi tutti con segno negativo e, da gennaio a dicembre, il trend produttivo evidenzia un calo pari a -4,3%. Nel quarto trimestre 2024, il volume d’affari delle costruzioni, registra ancora segno positivo ma molto in decelerazione, date le diffuse incertezze a cui vanno aggiunte le ripercussioni dell’alluvione dell’autunno scorso, con un +0,4%; la media annua delle variazioni del volume d’affari dell’intero comparto tiene e rimane positiva (+2,7%, quando nel 2023 si era registrato  un -0,2%), lasciandosi però alle spalle la forte crescita del biennio 2021-2022. Per l’artigianato edile, nella media del 2024, l’andamento del fatturato è più marcato ed arriva al +3,1%, infilando in positivo i risultati di tutti e quattro i trimestri (+3,6% nel quarto trimestre). Per le vendite nel commercio al dettaglio, è stato registrato un lieve andamento positivo negli ultimi tre mesi dell’anno (+0,4%). La crescita media annua, in termini nominali non ha però tenuto il passo con l’andamento dell’inflazione ed è inferiore a quella registrata nel 2023 (+0,6% contro il +2% dell’anno prima). L’andamento positivo si estende, con varie intensità, a tutti i settori.

«Anche se la moratoria di 90 giorni sui dazi (ad eccezione di quelli applicati alla Cina) annunciata da Donald Trump ha fatto tirare un sospiro di sollievo, l’incertezza sul futuro delle politiche commerciali mondiali continua a preoccupare, in particolare per le conseguenze che l’introduzione dei dazi americani potrebbe determinare sul nostro sistema produttivo e in particolare su micro e piccole imprese, sempre più internazionalizzate.» Ha detto Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha poi continuato: «Le esportazioni ravennati verso gli USA valgono 475,9 milioni di Euro, tutti prodotti simboli del made in Italy, dalla moda all’arredamento, dalla meccanica alla componentistica, che rischiano grosso per la eventuale guerra commerciale che i futuri dazi potrebbero innescare. Oltre tutto aggravata da turbolenze geopolitiche mondiali quali non si vedevano da lungo tempo. Nel frattempo - ha proseguito il presidente della Camera di commercio - la sfida è quella di cercare nuovi mercati, che non mancano, azioni che come Camera di commercio stiamo già intraprendendo attraverso iniziative esplorative in collaborazione con il sistema camerale, Promos Italia e le associazioni territoriali di categoria. Senza dimenticare la necessità di ridurre il peso burocratico e di eliminare i freni allo sviluppo dell’economia per favorire la crescita di produttività e di competitività delle imprese.»

Tornando all’indagine della Camera di commercio, la demografia delle imprese, a distanza di tre anni positivi, nel 2024 ha segnato un peggioramento del saldo tra aperture e chiusure ed è diventato negativo, anche se ancora a livelli minimali (-53 unità, contro il +111 dell’anno precedente). Il risultato è avvenuto per un arretramento delle nascite (diminuite del -4,4 % rispetto al 2023) e contemporaneamente con un’accentuazione delle cessazioni volontarie (+3,9%, ritmo accelerato rispetto all’anno precedente). A fine 2024, lo stock complessivo delle imprese ravennati registrate ammontava a 36.836, a cui corrispondono 32.687 unità attive (con una variazione del -0,4%). Le unità locali con sede in provincia, rispetto al 2023, aumentano del +0,3%; quelle con sede fuori provincia +1,3%. Più dinamico il sistema delle imprese artigiane, con un contributo al saldo generale che è stato positivo e pari a +69 unità. Il valore delle vendite all’estero, per il 2024 ha registrato una contrazione più contenuta (-3,6% rispetto al
-8,9% del 2023), seppure più intensa al confronto con l’Italia e la regione. Complessivamente, sono state esportate merci per un valore pari a circa  5.549 milioni di Euro (a valori correnti) e la flessione tendenziale, equivale a 205 milioni di Euro in meno rispetto all’anno prima. Il calo tendenziale delle esportazioni ravennati nel 2024, si è diffuso nella maggior parte dei settori trainanti per il territorio; tra le cinque principali branche, realizzano un risultato di aumento solo l’export della chimica (+1,8% e quota 22,7%), che rimane la quota più alta, ed il  “made in Italy” dell’export dei prodotti alimentari, anche se modesto (+0,4% e quota 14,2%). L’analisi per destinazione delle esportazioni ravennati sulle principali aree, pur evidenziando ancora una volta il ruolo centrale dell’Europa (quota 73%) e dei Paesi della UE (61,4%), conferma la flessione dell’export verso l’UE (-3,9%), su cui pesa ancora il calo verso la Germania (-10%) da sempre il primo partner straniero, mentre il commercio con Spagna (+1,9%) e Francia (+4,1%) riprende la corsa. Permane l’inversione di tendenza per i Paesi europei non UE (+0,8%), verso i quali l’export continua la crescita, anche se rallentata, grazie alla ripresa dei traffici con la Gran Bretagna (+3,5%). Per gli USA, terzo partner commerciale delle imprese esportatrici ravennati (con quota pari a 8,6%, in lenta ma progressiva riduzione) l’export ha  perso molto  slancio in termini di variazione percentuale (-16,2%) ed arrivano negli States prevalentemente prodotti chimici, macchinari ed apparecchiature ravennati. Per quanto riguarda il turismo, nel 2024 si segnala una crescita di visitatori (+2,8%) e di pernottamenti (+3%), rispetto al 2023, nonostante la battuta d’arresto di settembre causata dagli effetti dell’alluvione. Il turismo in provincia di Ravenna continua a crescere, stabilizzandosi attorno ai livelli del 2019, prima della pandemia.




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