Biblioteca Classense, dal 2 marzo ogni sabato la sala Dantesca sarà liberamente visitabile | la CRONACA di RAVENNA

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Verso un sistema portuale regionale

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Cultura

Biblioteca Classense, dal 2 marzo ogni sabato la sala Dantesca sarà liberamente visitabile

Nata come refettorio monastico dei camaldolesi, conserva al suo interno lo splendido dipinto Le nozze di Cana di Luca Longhi

28 febbraio 2024 - A partire dal 2 marzo la sala Dantesca della biblioteca Classense sarà aperta al pubblico ogni sabato dalle 10 alle 13. Grazie all'accordo con l'associazione Volontari Aclisti Odv di Ravenna, infatti, la Sala, che dal 2017 è visitabile su richiesta negli orari di apertura della biblioteca, amplierà la sua fruibilità, rimanendo aperta continuativamente tutti i sabati mattina.

L'iniziativa prosegue il periodo di sperimentazione svoltosi nel dicembre scorso, quando l'apertura della Sala con l'assistenza dei Volontari Aclisti risultò molto gradita dal pubblico. La collaborazione tra la Classense e l'associazione Volontari Aclisti, che dura da anni, in particolare sugli eventi espositivi che si svolgono in biblioteca, continua nell'ottica di una sempre più ampia fruizione degli spazi monumentali dell'Istituzione.

La storia della sala Dantesca
Nata come refettorio monastico dei camaldolesi, completato nel 1580 e usato a tale scopo fino al 1798, anno della soppressione del monastero e della cacciata dei monaci, conserva al suo interno lo splendido dipinto Le nozze di Cana di Luca Longhi e il Sogno di san Romualdo affrescato sul soffitto, opera del figlio Francesco. Alle celebri opere dei Longhi si aggiunge la delicata bellezza degli stalli lignei, anch'essi risalenti al 1580, mentre è del 1780 il monumentale pergamo dal quale un monaco lettore, un tempo, leggeva ai confratelli intenti a prendere i pasti.

Il refettorio divenne nel 1920 sala Dantesca, o per essere più precisi "Sala di Dante" (questa la denominazione ufficiale): in quell'anno Benedetto Croce, ministro della Pubblica istruzione, vi inaugurò le celebrazioni nazionali per il sesto centenario della morte del Poeta e la comunità ravennate scelse di dedicare lo spazio alle letture pubbliche e solenni delle opere dantesche, oltre che a conferenze ed eventi che continuano ancora oggi.


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