Notizie dal porto
Confindustria al sindaco: «Porto, infrastrutture e semplificazione per far crescere Ravenna»
Incontro tra Barattoni e una cinquantina di imprenditori: al centro Hub Portuale, Zona Logistica Semplificata, Alta Velocità, formazione e attrattività del territorio
17/07/2026
Logistica regionale, si rafforza la rete tra porto di Ravenna e interporti
Firmato il rinnovo del Protocollo Er.i.c. con l'obiettivo di sviluppare un sistema sempre più integrato, sostenibile e competitivo. La Regione annuncia l'arrivo due bandi da 1,65 milioni di euro per incentivare il ferro
17/07/2026
Riforma dei porti, il mondo delle imprese fa fronte comune: «Più confronto con i territori»
Il Tavolo delle associazioni imprenditoriali ravennati sostiene l'iniziativa del sindaco Barattoni e chiede che la riforma delle Autorità Portuali tenga conto delle specificità dello scalo: «Ravenna è un modello di sviluppo da valorizzare»
16/07/2026
Il Boardwalk, lo yacht dell'ambasciatore statunitense in Italia e a San Marino Tilman J. Fertitta, è arrivato al terminal crociere di Porto Corsini
Attraverserà tredici regioni per celebrare il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti
16/07/2026
È una notizia che si commenta da sé oppure no? Tornano i 100 milioni per le infrastrutture del porto di Ancona
Esattamente la somma che servirebbe anche all'Autorità Portuale di Ravenna per completare i lavori previsti dall'hub portuale ad alcune banchine e ai fondali
16/07/2026
L'ambasciatore Usa Fertitta scopre Ravenna
Dal cuore della città al Boardwalk, la diplomazia viaggia sul mare
16/07/2026
Ex Carni, via libera alla riqualificazione: nasce un hub per gli impianti modulari del porto
Il Consiglio comunale approva la variante urbanistica per l’intesa Stato-Regione. Previsti investimenti per oltre 44 milioni di euro tra infrastrutture e strutture produttive, con nuove banchine, piazzali e opere di servizio
16/07/2026
Ponte mobile chiuso dalle 19 alle 24 di oggi, lunedì 13 luglio
Per un intervento urgente di manutenzione straordinaria
13/07/2026
Itelyum completa l'acquisizione di Secomar e rafforza la presenza nei porti italiani
Il gruppo sale al 100% del capitale di Secomar, Itelyum Sea e Ambiente Mare. Manlio Cirilli confermato amministratore delegato della società ravennate
08/07/2026
Tattoli: «La Guardia Costiera è un presidio di sicurezza e sviluppo per il porto»
Nel 161° anniversario del Corpo delle Capitanerie di porto, il direttore marittimo traccia un bilancio delle attività e guarda alle sfide di Ravenna Capitale del Mare 2026, tra sicurezza della navigazione, tutela ambientale e crescita dello scalo
07/07/2026
Sopra le righe
Ortazzo, «lo scandalo continua»
Gli ambientalisti: «Il Parco del Delta non emette alcun cenno risoluto rispetto a quanto, invece, potrebbe stroncare qualsiasi ipotetica speculazione in corso a danno dell’ambiente e del patrimonio pubblico»
04 febbraio 2024 - Si apprende oggi sulla stampa (Il Resto del Carlino) che sarebbero in corso “trattative” tra il Parco del Delta del Po e l’attuale proprietà, riconducibile a un colosso immobiliare estero (CPI Property Group/CPI Real Estate Italy, nella sua emanazione creata per l’occasione, la “Giugno s.r.l”) ma con un referente locale (tale Bertaccini, che risulterebbe anche a capo dell’Unione dei Comitati alluvionati di Ravenna e premium sponsor, sempre tramite la CPI, del Ravenna Calcio).
Da quel che si legge, lasciata indisturbata a svolgere i propri affari immobiliari, l’attuale proprietà privata sarebbe pronta a concludere una doppia transazione molto vantaggiosa. Da un canto “rifila” al Parco del Delta i terreni improduttivi, la palude dell’Ortazzo e le zone dell’Ortazzino - i luoghi che il Parco e il Comune non vollero acquisire a fine 2022 nel momento in cui potevano far valere senza ostacoli il diritto di prelazione e annettere al patrimonio pubblico alla cifra ridicola di 10 cent al mq l’intero comparto.
Dall’altro potrebbe rivendere a un prezzo pressoché raddoppiato la zona C, quella a vincoli ambientali minori, a un nuovo investitore privato (Gobbino Srl), facente capo al noto e importante gruppo imprenditoriale Mazzoni, che opera in moltissimi settori nel ferrarese.
A nulla valgono i proclami, persino urlati e irritati, che sulla zona C non si possa al momento cementificare nulla: intanto l’area, sui cui sono possibili attività agricole di manutenzione e di servizio a tali attività, viene sottratta al patrimonio pubblico a cui invece era destinata, dal Parco stesso almeno dal 2012 e dal Comune (che aveva già stanziato i fondi poi misteriosamente stralciati dai bilanci); poi, una volta confermata la proprietà privata, chissà. Mutando gli scenari politici il Sindaco può garantire che i vincoli ambientali siano scritti sulla pietra?
In tutto questo, il Parco del Delta non emette alcun cenno risoluto rispetto a quanto, invece, potrebbe stroncare qualsiasi ipotetica speculazione in corso a danno dell’ambiente e del patrimonio pubblico: né ha fatto valere la prelazione entro i tempi per la vendita tra CPI/Giugno e Gobbino/Mazzoni, ma si è arrampicato (con oltre 12 mila euro spesi per consulenza legale) nel tentativo di far valere il diritto di riscatto, cercando di dimostrare che le comunicazioni della prima compravendita da parte dell’Immobiliare Lido di Classe, che possedeva il comparto Ortazzo-Ortazzino dagli anni 70 e poi ha rivenduto a CPI, furono carenti.
Né, d’altro canto, il Parco non dice una sola parola sulla possibilità, sancita anche dall’autorevole parere ISPRA, di cambiare rapidamente la classificazione della zona C a zona B.
Nonostante le sollecitazioni, nonostante gli atti votati all’unanimità in Consiglio comunale, nonostante le risposte dell’assessorato regionale, il nulla. Sembra quasi che gli eventi stiano procedendo, come accaduto finora, per far saltare tutte le scadenze e giungere tranquillamente a marzo, quando la compravendita tra Giugno e Gobbino descritta dal preliminare già sottoscritto, potrebbe diventare definitiva.
E nel frattempo, si mettono le mani avanti parlando di minacciosi “risarcimenti danni” che spetterebbero alle società interessate se non dovessero arrivare a concludere i lucrativi affari previsti.
Lo scandalo è intollerabile e non trova alcuna ragionevole spiegazione. Ma per quanto ci riguarda non finisce certamente qui.
Associazione WWF Ravenna
Circolo Legambiente Delta del Po
Italia Nostra sezione di Ravenna
OIPA sezione di Ravenna
Da quel che si legge, lasciata indisturbata a svolgere i propri affari immobiliari, l’attuale proprietà privata sarebbe pronta a concludere una doppia transazione molto vantaggiosa. Da un canto “rifila” al Parco del Delta i terreni improduttivi, la palude dell’Ortazzo e le zone dell’Ortazzino - i luoghi che il Parco e il Comune non vollero acquisire a fine 2022 nel momento in cui potevano far valere senza ostacoli il diritto di prelazione e annettere al patrimonio pubblico alla cifra ridicola di 10 cent al mq l’intero comparto.
Dall’altro potrebbe rivendere a un prezzo pressoché raddoppiato la zona C, quella a vincoli ambientali minori, a un nuovo investitore privato (Gobbino Srl), facente capo al noto e importante gruppo imprenditoriale Mazzoni, che opera in moltissimi settori nel ferrarese.
A nulla valgono i proclami, persino urlati e irritati, che sulla zona C non si possa al momento cementificare nulla: intanto l’area, sui cui sono possibili attività agricole di manutenzione e di servizio a tali attività, viene sottratta al patrimonio pubblico a cui invece era destinata, dal Parco stesso almeno dal 2012 e dal Comune (che aveva già stanziato i fondi poi misteriosamente stralciati dai bilanci); poi, una volta confermata la proprietà privata, chissà. Mutando gli scenari politici il Sindaco può garantire che i vincoli ambientali siano scritti sulla pietra?
In tutto questo, il Parco del Delta non emette alcun cenno risoluto rispetto a quanto, invece, potrebbe stroncare qualsiasi ipotetica speculazione in corso a danno dell’ambiente e del patrimonio pubblico: né ha fatto valere la prelazione entro i tempi per la vendita tra CPI/Giugno e Gobbino/Mazzoni, ma si è arrampicato (con oltre 12 mila euro spesi per consulenza legale) nel tentativo di far valere il diritto di riscatto, cercando di dimostrare che le comunicazioni della prima compravendita da parte dell’Immobiliare Lido di Classe, che possedeva il comparto Ortazzo-Ortazzino dagli anni 70 e poi ha rivenduto a CPI, furono carenti.
Né, d’altro canto, il Parco non dice una sola parola sulla possibilità, sancita anche dall’autorevole parere ISPRA, di cambiare rapidamente la classificazione della zona C a zona B.
Nonostante le sollecitazioni, nonostante gli atti votati all’unanimità in Consiglio comunale, nonostante le risposte dell’assessorato regionale, il nulla. Sembra quasi che gli eventi stiano procedendo, come accaduto finora, per far saltare tutte le scadenze e giungere tranquillamente a marzo, quando la compravendita tra Giugno e Gobbino descritta dal preliminare già sottoscritto, potrebbe diventare definitiva.
E nel frattempo, si mettono le mani avanti parlando di minacciosi “risarcimenti danni” che spetterebbero alle società interessate se non dovessero arrivare a concludere i lucrativi affari previsti.
Lo scandalo è intollerabile e non trova alcuna ragionevole spiegazione. Ma per quanto ci riguarda non finisce certamente qui.
Associazione WWF Ravenna
Circolo Legambiente Delta del Po
Italia Nostra sezione di Ravenna
OIPA sezione di Ravenna
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