Alluvione: cinque progetti per gli eventi climatici estremi | la CRONACA di RAVENNA

Alluvione: cinque progetti per gli eventi climatici estremi

Finanziati con oltre 400mila euro raccolti grazie alla campagna 5x1000, metteranno a punto strumenti e soluzioni per affrontare gli impatti del cambiamento climatico 

23 novembre 2023 - Un catalogo degli eventi estremi che possono colpire l'Emilia-Romagna in futuro, una nuova banca dati georeferenziata per conoscere gli impatti del cambiamento climatico sul territorio regionale, un modello idro-geologico applicabile su scala territoriale per aumentare la resilienza dei territori agricoli. E, ancora, iniziative per promuovere la salvaguardia del patrimonio culturale a rischio e percorsi per costruire forme efficaci di governo degli eventi calamitosi.

Sono gli obiettivi dei 5 progetti selezionati nell’ambito di Alma CaReS - Cambiamenti climatici, Resilienza, Sostenibilità: iniziativa dell’Università di Bologna finanziata con oltre 400.000 euro raccolti grazie alla campagna 5x1000, per realizzare progetti di ricerca e di divulgazione destinati ad aumentare la resilienza del territorio e dei cittadini ai cambiamenti climatici. Con un’attenzione particolare per gli eventi catastrofici, che il riscaldamento globale renderà sempre più frequenti.

Sono tutti progetti interdisciplinari o multidisciplinari che coinvolgono diversi Dipartimenti dell’Alma Mater e che produrranno un impatto sociale significativo, anche grazie a specifici piani di divulgazione al pubblico.

Tra questi c’è “SINTESI - Sinossi di eventi estremi costieri per l’adattamento climatico in Emilia-Romagna”, guidato da Silvana Di Sabatino del Dipartimento di Fisica e Astronomia Augusto Righi. Il progetto è pensato per incrementare la capacità del territorio regionale di fronteggiare eventi alluvionali, fornendo dati e una sintesi critica multidisciplinare sugli eventi estremi plausibili nel clima futuro e sull’efficacia di possibili misure di adattamento

“MEMOREC - Resilienza e Memoria Climatica in Emilia-Romagna”, guidato da Francesco Scalone del Dipartimento di Scienze Statistiche Paolo Fortunati, mira invece a fornire nuovi strumenti informativi per comprendere e contribuire a mitigare l'impatto del rapido cambiamento climatico sulla popolazione dell'Emilia-Romagna. Il progetto realizzerà una banca dati georeferenziata che permetterà di implementare un nuovo sistema di monitoraggio e diventerà una base conoscitiva fondamentale per le politiche per la resilienza climatica.

Guidato da Giovanni Dinelli del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, il progetto “DIVERSE - Modellizzazione, Valutazioni e proposte per incrementare la Resilienza del territorio agricolo Emiliano-romagnolo” si concentra invece sull'analisi di dati e immagini storiche per studiare la modifica della struttura delle aziende agricole e il conseguente impatto idrologico nelle aree della Romagna colpite dall'alluvione. Gli studiosi potranno così proporre un modello idro-geologico applicabile su scala territoriale in risposta alle condizioni climatiche attuali e previste per il futuro.

Il progetto “RESTART - Resilienza e Sviluppo Territoriale - patrimonio A Rischio e Tutela”, guidato da Mariangela Vandini del Dipartimento di Beni Culturali, si focalizza sulla salvaguardia e gestione del patrimonio culturale a rischio. Con una serie di attività di divulgazione e percorsi di sensibilizzazione per la cittadinanza, tra cui giochi interattivi, attività di formazione e una app che permetterà anche di segnalare danni o criticità osservati sugli edifici storici.

Guidato da Federico Casolari del Dipartimento di Scienze Giuridiche, il progetto "SMART-ER! - Sviluppiamo Modelli Attivi di Resilienza Territoriale in Emilia-Romagna!" applica un approccio multidisciplinare che mette il diritto in dialogo con altri saperi. Attraverso seminari, workshop, percorsi nelle scuole, azioni di sensibilizzazione, percorsi di consulenza tecnico-legale e corsi di formazione per amministratori e funzionari degli enti pubblici, il progetto punta a sviluppare forme efficaci di governo degli eventi calamitosi che possono colpire il territorio regionale.

«Questi progetti consentiranno di affrontare alcune sfide complesse collegate ai cambiamenti climatici grazie ad approcci multidisciplinari e interdisciplinari che integrano ricerca e divulgazione», dichiara il prorettore per la Ricerca Alberto Credi. «Il finanziamento AlmaCaReS testimonia la volontà dell’Alma Mater di valorizzare l’impatto sociale, economico e culturale delle proprie attività di ricerca e formazione, promuovendone le ricadute sul territorio, in linea con il Piano Strategico di Ateneo».

«Proprio in uno dei quattro principi del Piano Strategico» aggiunge la delegata all’Impegno pubblico Maria Letizia Guerra «si sottolinea l’importanza di incrementare il senso della responsabilità sociale e i progetti AlmaCaRes ne sono una piena realizzazione, in quanto l’Università di Bologna, valorizzando la sua conoscenza, dimostra di adoperarsi per il benessere dei cittadini».


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