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Cronaca

Monta la protesta per l'antenna di telefonia mobile 5G al Parco Montessori

È in via Lanzoni, tra via Cilla e via San Gaetanino, dietro la scuola primaria Riccardo Ricci, molto frequentato da famiglie con bambini e da anziani. «Uno scempio il traliccio alto 30 metri in questo luogo». Fratelli d'Italia chiede chiarimenti

27 giugno 2023 - Sono sul piede di guerra, come si suol dire, i residenti del quartiere che si sviluppa tra via Cilla e via San Gaetanino da quando nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per la realizzazione di un’enorme antenna di telefonia mobile 5G della Wind al parco Montessori (via Lanzoni).

Un bel polmone verde realizzato quindici anni fa dal geometra Antonellini, dietro la scuola primaria Riccardo Ricci, luogo molto frequentato dalle famiglie con bambini, così come dagli anziani, oltre che comodo parcheggio gratuito a pochi minuti dalla basilica di San Vitale, dove parcheggiano turisti e tanti commessi del centro storico.

“Uno scempio”, così i cittadini coinvolti nella protesta definiscono il traliccio alto 30 metri che incombe sulle loro abitazioni, già deturpando il loro amato parco. Nel complesso sono circa 400 le persone aderenti al gruppo che si stanno organizzando per fermare i lavori e molti altri ancora potranno farlo, semplicemente rivolgendosi al bar Cilla, punto di ritrovo.

Il tam tam è partito sui social e via chat e, ieri pomeriggio, una piccola rappresentanza si è anche ritrovata al parco per fare il punto della situazione. «Premesso che non siamo contrari alla telefonia mobile e che non siamo legati a nessuna ideologia – racconta la residente Francesca Siboni a nome del gruppo –, ne facciamo una questione ambientale e di salute. Nessuno ci ha avvisato di quanto stava accadendo.
Personalmente, me ne sono accorta domenica sera al rientro in città quando, dalle finestre, era impossibile non accorgersi del buco scavato dalle ruspe, dalle piante divelte e dai posti auto occupati per aprire il cantiere.

Subito è scattato il confronto con gli altri vicini. All’inizio pensavamo che stessero costruendo un bagno pubblico per gli utilizzatori del parco e del parcheggio, quindi qualcosa di utile. Poi invece c’è chi ha letto meglio il piccolo cartello affisso alla rete arancione, dove è indicata l’autorizzazione datata lunedì 19 giugno».

Onde evitare fraintendimenti una persona, forse un residente, a quanto pare però non legato al neo costituito gruppo, ha pensato bene di rendere più visibili le intenzioni, mettendo domenica un lenzuolo bianco con la scritta: “Antenna 5G Alta 30 metri”. Lenzuolo che è stato prontamente tolto già ieri mattina dagli operai al lavoro.

«Al momento stiamo prendendo tutte le informazioni necessarie – prosegue Siboni – perché non è chiaro come sia stato possibile pensare di costruire un cassone di cemento oltre i tre metri consentiti dai Beni Culturali. Perché a Ravenna, quando c’è qualcosa di bello, facciamo di tutto per deturparlo? Possibile che non si potesse trovare in zona un posto alternativo in cui collocare l’antenna? Forse chi ne è l’autore non conosce neanche questa bella zona della città».

Al parco Montessori, i bambini si ritrovano spesso con i genitori per giocare a calcio, per la merenda, per le feste di compleanno, per le iniziative dell’associazione Tante Lune.
Gli adulti si incontrano per fare due chiacchiere o semplicemente per stare un po’ in mezzo al verde, così prezioso dopo la pandemia da Covid e poi l’alluvione. Tra di loro c’è chi ama raccogliere i gelsi per farne ottime confetture fatte in casa.

E ora, come sarà possibile fare tutto questo in sicurezza e in salute, sotto l’antenna? «Faremo il possibile per bloccare i lavori, per difendere il nostro parco e chiediamo l’intervento di tutti coloro che si dimostreranno sensibili alla nostra causa».

Sull'argomento chiedono chiarimenti Alberto Ferrero e Renato Esposito, rispettivamente capogruppo e vice capogruppo Fratelli d’Italia in consiglio comunale. In particolare, per quanto riguarda la salute dei bambini della vicina scuola e l'ambiente.

 

 

 

r.b.


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