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Cronaca

Sindacati in allarme per il taglio di altre automedicalizzate del 118

Intervengono Uil e Cgil. "Non c'è stato alcun confronto con l'Ausl. Sistema Sanitario pubblico a rischio tenuta"

29 dicembre 2022 - "Dopo la soppressione, dal 1° dicembre, di una delle 3 automedicalizzate della provincia di Ravenna - scrivono le sedi Uil di Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena - apprendiamo di ulteriori azioni da parte dell’Ausl della Romagna volte a una riduzione delle automedicalizzate, nello specifico le postazioni di Meldola e di Rimini a partire dal 1° gennaio: azioni che sarebbero state presentate ai sindaci all’interno di un più ampio progetto di sviluppo del sistema di soccorso preospedaliero Romagna".

Allo stato attuale la Uil, pur in una interlocuzione costante sia con la CTSS sia con la direzione aziendale, non hanno mai avuto alcuna possibilità di confronto in merito al progetto complessivo di sviluppo del sistema dell’emergenza territoriale, né tantomeno delle modifiche “dinamiche” del sistema di soccorso 118 che consentirebbero di utilizzare in modo più efficiente i mezzi di soccorso.

In particolare, sarebbe auspicabile conoscere le eventuali ricadute sui profili professionali degli operatori del 118 coinvolti e sul reale efficientamento (leggi “razionalizzazione in peius”?) della risposta alle collettività locali in termini di gestione avanzata delle emergenze e soccorso preospedaliero in Romagna.
Non vorremmo che tale progetto di sviluppo possa rappresentare, in Romagna, una risposta peggiorativa rispetto alla riflessione in corso a livello regionale del sistema dell’emergenza urgenza più volte annunciata dall’Assessore Donini.

Per queste ragioni, unitamente al fatto che la tematica non è mai stata oggetto di alcun approfondimento, come UIL di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini abbiamo sollecitato sia la CTSS sia la direzione dell’Ausl della Romagna ad aprire un confronto sul progetto di sviluppo del 118 e della intera rete dell’emergenza urgenza in Romagna, così come è sempre avvenuto in occasione di rilevanti modifiche e/o riorganizzazione dei servizi resi ai cittadini".

La Cgil dichiara di aver appreso dalla stampa "del taglio dal primo gennaio 2023 del numero di automedicalizzate nei territori di Rimini e Meldola, che si somma a quello già avvenuto sul territorio di Lugo. Come CGIL di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini, congiuntamente alle categorie di Funzione Pubblica CGIL riteniamo grave non aver avuto alcuna informazione preliminare che consentisse un confronto di merito, né sul taglio né sul più complessivo “progetto di sviluppo del sistema di soccorso preospedaliero in Romagna” ricevuto via email il 24 dicembre.

E’ evidente che un progetto di tale portata comporta ricadute sia sui cittadini in termini di servizio che sul personale sanitario coinvolto, in particolare medici ed infermieri.
Per questa ragione non possiamo condividere né nel metodo né nel merito una scelta attuata senza un confronto tra le organizzazioni sindacali confederali e di categoria con la Conferenza territoriale socio-sanitaria e la Direzione dell’Azienda Ausl Romagna; confronto che riteniamo oggi più che mai urgente, perché tante sono le domande e le criticità su cui chiediamo risposte.
Da cosa accadrà quando i flussi turistici aumenteranno; a come è possibile presidiare un territorio così vasto passando da 12 a 9 automedicalizzate; a quali garanzie verranno fornite agli infermieri nei confronti di situazioni critiche fino a poco tempo fa gestite con procedure mediche.

La motivazione addotta, come sempre, sta nella statistica e nel numero di interventi che il mezzo di soccorso medicalizzato effettua. Riteniamo inaccettabile che un progetto di riorganizzazione del sistema di soccorso preospedaliero, con le criticità che tutti conosciamo e la scarsità di professionisti, entri in vigore con un taglio dei servizi ai territori senza un confronto preliminare.
Sorge il sospetto che l’urgenza con cui si vuole attuare il provvedimento sia solo l’anticipo di altre misure che incidono sulla capacità di tenuta del Sistema Sanitario pubblico, in assenza di un quadro definito quantomeno a livello regionale".


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